• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. - S.C. convenne in giudizio l'ASL n. (OMISSIS) di Casale Monferrato ed B.A. per sentirli condannare, in solido tra loro, al risarcimento dei danni patiti a seguito dell'intervento chirurgico di "uncinectomia, meatomie medie e setto plastica" eseguito il (OMISSIS) presso l'Ospedale (OMISSIS) dal B., il quale, nel corso di detto intervento, aveva causato la frattura orbitaria con ematoma all'occhio sinistro, con conseguenti immediati gravi malesseri (quali "diplopia nello sguardo in tutte le direzioni e continua cefalea") ed esiti di "deficit di movimento nell'occhio sinistro con paresi del 3^ nervo cranico".

    Nel contraddittorio con i convenuti, l'adito Tribunale di Casale Monferrato, disposta ed espletata c.t.u. medicolegale, rigettò la domanda attorea con sentenza del dicembre 2009.

    2. - Avverso tale decisione proponeva impugnazione S. C., che la Corte di appello di Torino - respinta l'istanza di rinnovazione della c.t.u. ed assunti chiarimenti da parte dei consulenti d'ufficio nominati in primo grado - rigettava con sentenza resa pubblica il 27 dicembre 2012.

    2.1. - La Corte territoriale - premesso di aver assunto a chiarimenti i consulenti di primo grado in ragione delle "doglianze della difesa dell'appellante e relativi all'individuazione dei concreti elementi che avevano portato nel caso di specie ad escludere la responsabilità" del B. - osservava che, all'"esito del supplemento di consulenza", risultava chiarito "che la complicanza intraoperatoria occorsa allo S." ("frattura orbitaria" provocante "ematoma OS") non era "imputabile ad una condotta colposa del chirurgo", in capo al quale era da escludere, in concreto, "qualsiasi profilo di negligenza, imperizia o imprudenza".

    2.1.1. - A...

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. - Preliminarmente, va dichiarata inammissibile la costituzione in questa sede di B.A. (destinatario del ricorso notificatogli il 15 aprile 2013) in quanto effettuata non già con controricorso, bensì con atto denominato "richiesta di partecipare alla discussione orale ex art. 378 c.p.c.", pervenuto a questa Corte il 22 ottobre 2013 e non notificato alle controparti, il quale presenta una procura in calce in favore dell'avv. Marco Dagradi, senza che (come risulta dalla stessa nota di accompagno, ove sono indicati i documenti prodotti) vi sia stato deposito di separata procura speciale per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

    Si tratta, dunque, di procura invalida, che non consente neppure la utile partecipazione del difensore alla discussione orale, giacchè non rilasciata nelle forme di cui all'art. 83 c.p.c., commi 2 e 3, nella sua formulazione antecedente alle modifiche introdotte dalla l.

    18 giugno 2009, n. 69, art. 45 (in quanto dette modifiche - che avrebbero consentito un conferimento di procura come quella anzidetta - non possono trovare applicazione nella presente controversia, instaurata nel 2005, in quanto operanti soltanto per i giudizi introdotti dopo l'entrata in vigore delle legge stessa, alla stregua di quanto disposto dalla medesima L. n. 69, art. 58).

    Sicchè, nella fattispecie, è ancora pienamente efficace la seguente regula iuris: "Nel giudizio di cassazione diversamente rispetto a quanto avviene con riguardo ai giudizi di merito - la procura speciale non può essere rilasciata a margine o in calce ad atti diversi dal ricorso o dal controricorso, poichè l'art. 83, comma 3, nell'elencare gli atti a margine o in calce ai quali può essere apposta la procura speciale, individua, con riferimento al giudizio di ...

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