• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con atto di citazione notificato il 12 febbraio 2001 V.A. M. in R., R.E. e R.C. convennero in giudizio B.G., D.A. e le compagnie assicuratrici Axa Assicurazioni spa e Sai Assicurazione (ora Fondiaria - Sai) dinanzi al Tribunale di Firenze per accertare le responsabilità concorrenti di B.G. e D. A. nella causazione dell'incidente stradale verificatosi nel comune di (OMISSIS) nel quale perse la vita R. S.; per condannare gli stessi e le rispettive compagnie assicuratrici in solido al risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti da essi attori.

    Il Tribunale di Firenze, sezione distaccata di Pontassieve, accolse la domanda di risarcimento del danno formulata dagli attori e, accertata l'esclusiva responsabilità di B.G. nella produzione del sinistro, condannò lo stesso e la Axa Assicurazioni, in solido, al risarcimento dei danni.

    Avverso la relativa sentenza proposero appello congiunto B. G. e la Axa Assicurazioni chiedendo di accertare la concorrente responsabilità del convenuto D.A. e l'eccessiva liquidazione del danno morale, nonchè la liquidazione del danno esistenziale non richiesta dagli attori.

    Resistettero R.C., R.E. ed V.A. M. che contestarono le censure mosse dall'appellante nei confronti della sentenza impugnata e proposero appello incidentale.

    La Corte d'appello ha rigettato l'appello incidentale e, in parziale accoglimento di quello principale, ha riliquidato il danno subito dagli attori nelle seguenti somme, in luogo di quelle determinate dal primo giudice: per R.C. la somma complessiva di Euro 198.710,61 dei quali Euro 190.000,00...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo del primo ricorso i ricorrenti denunciano "art. 360 c.p.c., n. 3: violazione e falsa applicazione degli artt. 1226, 2043, 2056 e 2059, artt. 3 e 32 Cost.. Violazione delle tabelle per il calcolo del danno alla persona del Tribunale di Firenze. Art. 360 c.p.c., n. 5: per insufficiente e contraddittoria motivazione (in riferimento al danno morale)".

    Sostengono i ricorrenti che la Corte d'appello, con la sentenza impugnata, da una parte non ha sufficientemente motivato la non adeguatezza del criterio applicato dal giudice di primo grado e dall'altra ha semplicemente affermato, senza alcuna spiegazione, l'opposto di quanto dichiarato dal Tribunale e cioè che il criterio utilizzato nel distretto era quello della liquidazione del danno da morte di un congiunto e non quello utilizzato dal Tribunale.

    Da qui la richiesta dei ricorrenti di cassazione della sentenza della Corte d'appello, sia perchè quest'ultima viola i criteri equitativi e di parità del trattamento, sia perchè la motivazione adottata per discostarsi dal Tribunale di Firenze è del tutto insufficiente.

    Il motivo è infondato.

    La liquidazione del danno morale iure proprio sofferto per il decesso di un familiare causato del fatto illecito altrui (nella specie per sinistro stradale) sfugge necessariamente ad una previa valutazione analitica e resta affidata ad apprezzamenti discrezionali ed equitativi del giudice di merito, come tali non sindacabili in sede di legittimità, perchè, nonostante l'inquadramento del diritto all'integrità psicofisica della persona nell'ambito esclusivo del combinato disposto dell'art. 2059 c.c. e art. 32 Cost. (nonchè delle altre norme costituzionali poste a presidio della detta integrità personale), rimangono validi tutti i principi generali elaborati in tema di ...

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