• Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 20 luglio 2015, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c.:

    "Con sentenza in data 17 marzo 2014, il Tribunale di Genova ha respinto la domanda proposta dal signor C.E. contro il Ministero della Difesa, per lo smarrimento di documenti contenenti dati sensibili (inerenti lo stato di salute) riguardanti la sua persona, in quanto, avendo proposto istanza per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di diverse sue patologie e per la concessione del beneficio dell'equo indennizzo, era giunto alla conclusione che la documentazione sanitaria che lo riguardava, pur trasmessa dal corpo di appartenenza, era stata smarrita dalla CMO incaricata del suo esame. Secondo il giudice circondariale da un lato non c'era certezza che la documentazione smarrita fosse proprio quella indicata dal ricorrente, che lo smarrimento sia dipeso, dopo la sua ricezione,proprio dalla CMO di La Spezia e, soprattutto, che i documenti siano pervenuti nella concreta disponibilità di terzi (senza il consenso dell'interessato).

    Avverso tale sentenza, il C. ha proposto ricorso il Consorzio, con atto notificato il 28 agosto 2014, sulla base di due motivi, con cui denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., art. 2697 c.c., D.Lgs. n. 196 del 2003, artt. 11 e 18; artt. 2056, 2059 e 1226 c.c., D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 15, artt. 2727, 2728 e 2729 c.c. (art. 360 c.p.c., n. 3).

    Il Ministero della Difesa ha resistito con controricorso.

    Il ricorso, per molti versi inammissibile, appare anche manifestamente infondato.

    Infatti, da un lato, perchè sotto le apparenti spoglie della violazione (o falsa applicazione di legge) chiede a questa ...

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