• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    p.1. - Per la morte di C.A., seguita a sinistro stradale occorso il (OMISSIS) in un incrocio di Roma tra la moto da lui condotta e due autovetture, i suoi genitori ed il fratello - C. S., S.M. e C.V. - adirono con ricorso dep. il 6.11.06 il tribunale di Roma per conseguire condanna dei proprietari, dei conducenti e delle assicuratrici RcA dei due autoveicoli coinvolti (rispettivamente: per la vettura Fiat Panda tg.

    (OMISSIS), prima contro cui aveva impattato la vittima, D. G.E., B.S. e la Sicurtà 1879 Ass.ni;

    per la vettura Ford KA tg. (OMISSIS), contro cui la vittima aveva impattato dopo l'impatto con la prima, G.F., G.E. e la Genlalloyd Ass.ni) al risarcimento dei danni patiti.

    L'adito tribunale respinse tuttavia la domanda con sentenza 29.10.09, n. 21830, attribuendo l'esclusiva responsabilità del sinistro alla stessa vittima; ma gli attori interposero appello, mentre il proprietario, la conducente e l'assicuratrice RcA della seconda vettura (la Ford KA, contro cui aveva infine impattato la vittima dopo l'urto con la prima vettura) proposero gravame incidentale avverso la compensazione delle spese disposte dal primo giudice.

    La corte di appello della Capitale accolse il primo, condannando D. G.E., B.S. e la succeditrice di Sicurtà 1879 Ass.ni, la Zuritel spa, a pagare Euro 90.902,77 a C. S., Euro 223.896,51 a S.M. ed Euro 173.502,78 a C.V., oltre i soli interessi al tasso legale dalla data della pronuncia al soddisfo, nonchè oltre spese legali, compensando tra le altre parti queste ultime e rigettando il gravame incidentale.

    Per la cassazione di tale sentenza, resa il 23.10.12 col n. ...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    p.2. - In via preliminare, va dato che nessuna censura è mossa, nè dalla ricorrente principale, nè dal ricorrente incidentale, alle statuizioni di assoluzione dalle pretese originarie del proprietario, della conducente e dell'assicuratrice RcA della seconda vettura (la Ford KA tg. (OMISSIS)): tali statuizioni passano quindi in giudicato.

    p.3. - Ciò posto, questi sono i termini della controversia.

    Parte ricorrente articola tre motivi e si duole:

    - col primo, di "violazione e falsa applicazione di norme di diritto - art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3: nullità della sentenza per violazione dell'art. 115 c.p.c., artt. 1223, 1226, 2043, 2056, 2059, 2697 c.c., in ordine ai criteri di liquidazione adottati ed inerenti la valutazione del danno esistenziale";

    - col secondo, di "1) violazione e falsa applicazione di norme di diritto - art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3: violazione degli artt. 1226 e 2056 c.c., in ordine ai criteri di valutazione adottati ed inerenti la valutazione del danno non patrimoniale da morte di un congiunto" e di "2) omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio - art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in ordine ai criteri di liquidazione adottati ed inerenti la valutazione del danno non patrimoniale da morte di un congiunto";

    - col terzo, congiuntamente di "1) violazione e falsa applicazione di norme di diritto - art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3: violazione degli artt. 1226 e 2056 c.c., in ordine ai criteri ai criteri di liquidazione adottati ed inerenti la valutazione del danno esistenziale in capo al sig. C.S." e di "2) omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio - art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in ordine ai criteri di liquidazione adottati ed inerenti la valutazione del danno esistenziale in capo al sig. ...

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