Estremi:
Cassazione civile, 2015,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. C.A. convenne in giudizio, davanti al Giudice di pace di Montepulciano, la Regione Toscana e la Provincia di Siena, chiedendo che fossero condannate al risarcimento dei danni subiti dall'autovettura di sua proprietà a seguito dell'impatto con un capriolo sbucato improvvisamente dal lato sinistro della strada.

    Si costituì in giudizio la Provincia chiedendo il rigetto della domanda; si costituì anche la Regione, eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva e chiedendo nel merito il rigetto della domanda.

    Espletata prova orale, il Giudice di pace accolse la domanda e condannò la Regione e la Provincia, in solido tra loro, al pagamento della somma di Euro 1.800, oltre interessi legali e con il carico delle spese di lite.

    2. La pronuncia è stata appellata dalla Provincia di Siena e il Tribunale di Montepulciano, con sentenza dell'11 maggio 2012, ha respinto l'appello ed ha condannato la Provincia di Siena al pagamento delle ulteriori spese del grado.

    Ha osservato il Tribunale che la pronuncia del primo Giudice era da ritenere corretta e condivisibile in quanto era risultato che nessuna delle Amministrazioni convenute aveva provveduto a fare installare, sulla strada teatro del sinistro, la dovuta segnalazione di pericolo attestante il probabile attraversamento di animali selvatici, tanto più necessaria in quanto nella zona vi erano due aree di ripopolamento della fauna selvatica. L'omessa collocazione di tali segnali integrava, quindi, i caratteri del comportamento colposo della Regione e della Provincia.

    Ha aggiunto il Tribunale, richiamando anche alcune sentenze di questa Corte, che in base alla L. 11 febbraio 1992, n. 157, art. 10, doveva ritenersi di competenza della Regione e della Provincia segnalare al Comune - ...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione della L. 11 febbraio 1992, n. 157, art. 10, in ordine ai poteri, alle competenze ed alle conseguenti responsabilità della Provincia.

    Rileva la parte ricorrente che il Tribunale avrebbe erroneamente interpretato l'art. 10 cit., norma che attribuisce alla Provincia la sola funzione di pianificazione faunistico-venatoria, con il compito di regolare l'attività della caccia. La L. n. 157 del 1992, prevede, come unica forma di risarcimento, quella in favore dei conduttori dei fondi rustici per i danni arrecati dalla fauna selvatica alla produzioni agricole, ma nulla dice sulla vigilanza e la condotta da tenere a tutela dei terzi. Ciò sarebbe ulteriormente confermato dalle disposizioni di cui all'art. 14, comma 14 e art. 26 della legge stessa.

    Alla Provincia, poi, spettano i limitati poteri che la Regione le ha delegato, per cui quest'ultima rimane comunque responsabile diretta della gestione della fauna selvatica (il ricorso richiama anche la legislazione regionale in argomento).

    2. Con il secondo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 14 C.d.S., in ordine alle competenze specifiche dell'ente proprietario della strada.

    Rileva la Provincia ricorrente che le norme del codice della strada attribuiscono all'ente proprietario il compito di apporre e mantenere la segnaletica stradale; poichè, nella specie, la strada dov'è avvenuto l'incidente era comunale (come riconosce lo stesso Tribunale), la corretta applicazione di tale principio avrebbe dovuto condurre ad escludere la responsabilità della Provincia.

    3. Con il terzo motivo di ricorso si...

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