Estremi:
Cassazione civile, 2015, Vedi massime correlate
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Nel 2000, N.M. convenne in giudizio S.M. per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non, causati dalla fuoriuscita d'acqua da un flessibile dell'appartamento sovrastante il suo, di proprietà del convenuto.

    Si difese lo S. sostenendo di aver concesso in locazione l'appartamento all'avvocato T.G. e che l'evento si era verificato nel momento in cui il conduttore aveva riallacciato l'utenza dell'acqua. Quando, cioè, l'obbligo di custodia dell'immobile locato era già passato al conduttore per legge ai sensi dell'art. 1587 c.c. e per espressa previsione contrattuale.

    Chiese, quindi, di chiamare in causa il terzo e, nel merito, il rigetto della domanda. Si costituì il conduttore sostenendo che la fuoriuscita dell'acqua era stata causata da un flessibile della cucina lasciato libero e che, pertanto, non poteva essergli addebitata alcuna responsabilità perchè era compito del proprietario consegnare l'impianto in stato di sicurezza.

    Il Tribunale di Venezia, con la sentenza n. 132 del 17 gennaio 2005, accolse la domanda dell'attrice e condannò B.N., quale erede dello S., al risarcimento dei danni pari a Euro 39.595,87 oltre interessi e spese legali.

    2. La decisione è stata riformata dalla Corte d'Appello di Venezia, con sentenza n. 2590 del 5 dicembre 2011, che ha ritenuto che il proprietario prima di consegnare l'appartamento al conduttore avrebbe dovuto applicare un tappo, o un rubinetto, al flessibile.

    E, il conduttore, avendo constatato la mancanza di tappo del flessibile, avrebbe dovuto provvedervi direttamente non potendo limitarsi a riattivare l'impianto idraulico in un appartamento disabitato. Conseguentemente i giudici del merito: 1) hanno ridotto ...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    4.1. Con il primo motivo, il ricorrente deduce la "violazione di norma di diritto: violazione degli artt. 1575 e 1587 c.c. nonchè degli artt. 2051 e 2055 c.c. in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3".

    Il ricorrente sostiene che la Corte d'Appello non ha tenuto conto che il danno è stato provocato dal mancato collegamento dei flessibili della rubinetteria e che, in quanto tali, facciano parte dell'impiantistica interna all'immobile la cui responsabilità di manutenzione spetta integralmente al proprietario con la conseguenza che il conduttore è esente da qualsiasi responsabilità.

    Il motivo è infondato.

    Occorre principalmente stabilire a chi spetta la responsabilità, tra locatore e conduttore, di eventuali danni causati da infiltrazione.

    La responsabilità è diversa a secondo che gli impianti siano esterni o interni. E come già affermato da questa Corte (Cass. n. 13881/2010) In tema di danni da cose in custodia, ai fini della configurabilità della responsabilità ex art. 2051 c.c., occorre la sussistenza del rapporto di custodia con la cosa che ha dato luogo all'evento lesivo, rapporto che postula l'effettivo potere sulla stessa, e cioè la sua disponibilità giuridica e materiale, con il conseguente potere di intervento su di essa. Pertanto, il proprietario dell'immobile locato, conservando la disponibilità giuridica e, quindi, la custodia delle strutture murarie e degli impianti in esse conglobati, è responsabile in via esclusiva, ai sensi degli artt. 2051 e 2053 c.c., dei danni arrecati a terzi da tali strutture e impianti; grava, invece, sul solo conduttore la responsabilità, ai sensi dell'art. 2051 c.c., per i danni arrecati a terzi dagli...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
Correlazioni:

Legislazione Correlata (3)

please wait

Caricamento in corso...