• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. Il sig. M.S. ricorre per l'annullamento della sentenza del 04/06/2014 della Corte di appello di Brescia che, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Mantova del 17/01/2013, appellata dal Procuratore Generale presso quella Corte e dall'imputato stesso, lo ha assolto dal reato di cui al D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 10 ter, perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato, confermando nel resto la condanna per il residuo reato di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 10 bis, (omesso versamento delle ritenute operate a fini fiscali sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti nell'anno di imposta 2006), rideterminando la pena principale in cinque mesi e dieci giorni di reclusione e applicando le pene accessorie omesse dal primo giudice.

    1.1.Con il primo motivo eccepisce, ai sensi dell'art. 606 c.p.p., lett. e), la nullità assoluta e insanabile della sentenza di primo grado (e di tutti gli atti successivi) per inosservanza dell'art. 420 ter c.p.p., e deduce, al riguardo, che il Tribunale di Mantova aveva proceduto in assenza del difensore di fiducia, legittimamente impedito a comparire all'udienza del 17/01/2013 per concomitante impegno processuale omettendo di pronunciarsi sull'istanza trasmessa via fax e non sottoposta all'esame del Giudice.

    1.2.Con il secondo motivo eccepisce, ai sensi dell'art. 606 c.p.p., lett. e), violazione dell'art. 601 c.p.p., e allega, a tal fine, l'omessa notifica del decreto di citazione a giudizio in appello perchè trasmesso via fax al difensore di fiducia ai sensi dell'art. 157 c.p.p., comma 8 bis, in violazione di quanto dispone il comma 1 dello cit. articolo.

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    2.Il ricorso è inammissibile perchè totalmente infondato.

    3.Il difensore dell'imputato, con fax trasmesso in cancelleria il 14/01/2013, aveva chiesto il rinvio dell'udienza del 17/01/2013 perchè contestualmente impegnato in altro processo. Il Tribunale non aveva potuto esaminare l'istanza perchè il cancelliere, assente per malattia, non l'aveva presa in carico e non l'aveva perciò sottoposta al Giudice che aveva provveduto alla nomina di un difensore d'ufficio, celebrando l'udienza e definendo il processo.

    3.1. Occorre preliminarmente affrontare la questione relativa alla possibilità di inoltrare via fax la richiesta di rinvio del processo per legittimo impedimento del difensore e, in caso positivo, alle relative conseguenze.

    3.2. Come ricordato da Sez. U, n. 40187 del 27/03/2014, "sono rinvenibili attualmente, nella giurisprudenza di legittimità, tre diversi orientamenti. Un primo indirizzo esclude l'ammissibilità dell'istanza di rinvio inviata via fax, perchè l'art. 121 c.p.p. stabilisce l'obbligo per le parti di presentare le memorie e le richieste rivolte al giudice mediante deposito in cancelleria, mentre il ricorso al telefax è riservato ai funzionari di cancelleria ai sensi dell'art. 150 c.p.p. (in tal senso, Sez. 5, n. 46954 del 14/10/2009, Giosuè, Rv. 245397; Sez. 4, n. 21602 del 23/01/2003, Giuliano, Rv. 256498; Sez. 6, n. 28244 del 30/01/2013, Baglieri, Rv.

    256894; Sez. 3, n. 7058 del 11/02/2014, Vacante, Rv. 258443, che ribadisce il principio anche con riferimento all'invio di istanze tramite posta elettronica certificata). In senso contrario, si è invece affermato che è viziata da nullità assoluta, insanabile e rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del processo, la sentenza emessa senza che il giudice si sia...

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