• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza del 24/1/2012 la Corte d'Appello di Roma, in accoglimento del gravame interposto in via incidentale dal sig. T.S. e dalla società Assicurazioni Generali s.p.a., rigettato quello in via principale spiegato dal sig. C. M., e in conseguente riforma della pronunzia Trib. Roma n. 17742 del 2004, ha respinto la domanda da quest'ultimo contro i primi proposta di restituzione delle somme pagate a titolo di corrispettivo della prestazione odontoiatrica dal T. espletata nei suoi confronti e di risarcimento dei danni lamentati in conseguenza dell'asserita erroneità della stessa.

    Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il C. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 5 motivi, illustrati da memoria.

    Resistono con separati controricorsi il T. e la società Assicurazioni Generali s.p.a..

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il 1 motivo il ricorrente denunzia "violazione e falsa applicazione" dell'art. 1176 c.c., comma 2, artt. 2236 e 2967 c.c., art. 342 c.p.c., in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3;

    nonchè "omessa, insufficiente e contraddittoria" motivazione su punto decisivo della controversia, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

    Lamenta che erroneamente la corte di merito ha ritenuto non specifici i motivi del suo atto d'appello.

    Si duole che la corte di merito abbia erroneamente escluso la responsabilità del dentista, pur nell'ipotesi che si sia trattato di intervento routinario, non avendo questi fornito la prova liberatoria.

    Il motivo è fondato e va accolto p.q.r. nei termini di seguito indicati.

    Va anzitutto osservato che come questa Corte ha avuto più volte modo di affermare, l'indicazione dei motivi di appello richiesta dall'art. 342 c.p.c. non deve necessariamente consistere in una rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni invocate a sostegno dell'appello, richiedendosi invece soltanto una esposizione chiara ed univoca, anche se sommaria, sia della domanda rivolta al giudice del gravame sia delle ragioni della doglianza, all'interno della quale i motivi di gravame, dovendo essere idonei a contrastare la motivazione della sentenza impugnata, devono essere più o meno articolati, a seconda della maggiore o minore specificità nel caso concreto di quella motivazione, potendo sostanziarsi pure nelle stesse argomentazioni addotte a suffragio della domanda disattesa dal primo giudice (v. Cass., 24/8/2007, n. 17960).

    A tale stregua, deve considerarsi invero integrato in sufficiente grado l'onere di specificità dei motivi di impugnazione, valutato in correlazione con il tenore della ...

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