• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza del 18/10/2010 la Corte d'Appello di Venezia, in parziale accoglimento del gravame interposto dai sigg. L. G. ed altri e in conseguente parziale riforma della pronunzia Trib. Belluno 23/4/2007, ha condannato la società Ferrovie dello Stato s.p.a., la società Impresa Silvio Pierobon & C. dell'Ing. Silvio Pierobon s.a.s. e il Consorzio Triveneto Rocciatori s.c.a.r.l.

    al pagamento, in solido, di somme in favore dei sigg. L.G. ed altri a titolo di risarcimento dei danni dai medesimi rispettivamente subiti all'esito del decesso del congiunto A., perito il 5/9/1995 mentre stava eseguendo lavori edili (commissionati dalla società Ferrovie dello Stato s.p.a. alla società Impresa Silvio Pierobon & C. dell'Ing. Silvio Pierobon s.a.s. e da questa subappaltati al Consorzio Triveneto Rocciatori s.c.a.r.l.) per l'installazione di reti metalliche di contenimento delle frane lungo la linea ferroviaria Monfalcone-Duino Aurisina, all'esito di investimento da parte di treno merci ivi transitato alle ore 5.55.

    Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito i sigg.

    L.G. ed altri propongono ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi, illustrati da memoria.

    Resistono con separati controricorsi la società Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. (a socio unico soggetta a direzione e coordinamento della società Ferrovie dello Stato Italiane s.p.a., già Ferrovie dello Stato s.p.a.), il Consorzio Triveneto Rocciatori s.c.a.r.l., la società Generali Business Solutions s.c.p.a. di Assicurazioni Generali s.p.a. e la società Impresa Silvio Pierobon & C. dell'Ing. Silvio Pierobon s.a.s., la quale ultima spiega altresì ricorso incidentale sulla base di 2 motivi, illustrati da memoria.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il 1 e il 2 motivo i ricorrenti in via principale i sigg.

    L.G. ed altri denunziano violazione degli artt. 1226, 2056 e 2059 c.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè "mancata o insufficiente" motivazione su punti decisivi della controversia, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

    Si dolgono che la corte di merito abbia valutato equitativamente i danni non patrimoniali, senza tenere "conto di Tabelle o di suoi precedenti, e sia andata... a braccio...", senza fare "luce in alcuna maniera sui criteri estimativi seguiti, giungendo alla conclusione, poco spiegabile e davvero illogica, che i danni morali dei due genitori fossero esattamente identici tra loro (nonostante la premorienza di uno di essi)".

    Lamentano che la corte di merito non ha fatto riferimento alle Tabelle di Milano, "che non solo erano le più testate (cfr. Cass. 15760/2006), ma che oramai per diritto vivente (cfr. Cass. 12408/2011) rappresentano la concretizzazione dei principi dell'equità, garantendo adeguatezza, proporzione e parità di trattamento", e che "nella fattispecie... l'estimazione milanese consentiva per la perdita di un figlio una valutazione di Euro 308.700, mentre quella in concreto adottata senza spiegazioni arrivava ad un importo inferiore di quasi il 20%".

    Si dolgono che la corte di merito abbia liquidato il danno non patrimoniale ai genitori senza considerare la circostanza che in conseguenza della "morte del 27enne figlio, l'unico ancora convivente con loro" essi rimasero "minati nel fisico e nella mente (tanto che la madre decedette 8...

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