• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. Lo svolgimento del processo sarà limitato ai soli fatti ancora rilevanti in questa sede.

    Il 15.3.2000 M.A. rimase vittima d'un sinistro stradale.

    Nel 2002 M.A. e la società Magrini UK Ltd. convennero dinanzi al Tribunale di Arezzo G.E. ed il suo assicuratore della r.c.a., la Nuova Tirrena s.p.a. (poi Groupama s.p.a.), assumendo che:

    - la responsabilità del sinistro andava ascritta ad G. E., e per lui al suo assicuratore della responsabilità civile;

    - M.A. in conseguenza del sinistro aveva patito sia lesioni personali, sia danni patrimoniali per spese mediche ed incapacità di lavoro;

    - la Magrini UK Ltd., a causa della malattia di M.A., aveva perduto la collaborazione di un "uomo chiave" per la propria attività d'impresa. Conclusero pertanto chiedendo la condanna in solido dei convenuti al risarcimento dei danni rispettivamente patiti.

    2. Il Tribunale di Arezzo con sentenza 27.5.2005 n. 549 accolse le domande tanto di M.A., quanto della Magrini UK Ltd..

    La sentenza venne appellata dalla Groupama in via principale, e da G.E. in via incidentale.

    3. La Corte d'appello di Firenze con sentenza 6.12.2011 n. 1588 accolse in parte l'impugnazione principale, su due punti:

    (a) rideterminò il quantum del danno (patrimoniale e non patrimoniale) patito da M.A., riducendolo rispetto all'importo liquidato dal giudice di primo grado;

    (b) rigettò la domanda risarcitoria proposta dalla Magrini UK Ltd.

    4. La sentenza d'appello è stata impugnata per cassazione da M.A. e dalla Magrini UK Ltd., i quali hanno proposto cinque censure sostanziali (non...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Questione preliminare.

    1.1. Va esaminata per prima, ai sensi dell'art. 276 c.p.c., comma 2, l'eccezione di improcedibilità del ricorso sollevata dalla Groupama.

    Tale eccezione è fondata sull'assunto che il ricorso sia stato depositato oltre i termini di cui all'art. 369 c.p.c..

    1.2. L'eccezione è infondata.

    L'ultima notifica del ricorso si è perfezionata il 18.1.2013, ed il deposito in cancelleria è avvenuto il 6.2.2013: e dunque entro i 20 giorni prescritti dalla legge.

    L'errore in cui incorre la società controricorrente è quello di computare il termine per il deposito del ricorso non già dal perfezionamento della notifica (come affermato più volte da questa Corte: da ultimo, da Sez. 3^, Sentenza n. 9861 del 07/05/2014, Rv.

    630931), ma dalla consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario.

    2. Il primo motivo di ricorso.

    2.1. Col primo motivo di ricorso ambedue i ricorrenti sostengono che la sentenza impugnata sarebbe affetta da una violazione di legge, ai sensi all'art. 360 c.p.c., n. 3.

    Si assumono violati gli artt. 112, 115 e 116 c.p.c..

    Espongono, al riguardo, che la Corte d'appello avrebbe errato:

    (a) nel rigettare la domanda di risarcimento del danno patrimoniale patito in conseguenza del ritardato conseguimento della laurea, a sua volta provocato dall'invalidità conseguente al sinistro;

    (b) nel ritenere non provato l'ammontare del reddito della vittima, ai finì del risarcimento del danno da incapacità lavorativa (liquidato perciò in base al triplo della pensione sociale, importo minore rispetto al reddito che il ricorrente assume perduto);

    (c) nel rigettare la...

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