Estremi:
Consiglio di Stato, 2015,
  • Fatto

    FATTO

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Lecce, Sez. I, con la sentenza 28 marzo 2013, n. 721, ha respinto il ricorso proposto dall'attuale appellante per l'annullamento del provvedimento 17 dicembre 2012, n. 153796 del D.G. della s.p.a. AQP (e della nota 18 dicembre 2012, n. 154157, di comunicazione dello stesso, ricevuta a mezzo fax in pari data) con cui è stato disposto l'annullamento dell'aggiudicazione definitiva in suo favore di cui al provvedimento 3 agosto 2012, n. 94312 e l'esclusione dalla procedura negoziata di tipo chiuso ex art. 232, comma 13, d.lgs. n. 163-2006 per l'appalto di lavori di « potenziamento ed estendimento della rete idrica a servizio dell'abitato di Brindisi»; la domanda di annullamento riguardava anche la presupposta relazione del RUP 12 dicembre 2012, n. 151738, recante la proposta di esclusione dalla gara della società ricorrente, nonché la e-mail 29 novembre 2012, recante le conclusioni dell'« Unità di tutela giuridica» della s.p.a. AQP.

    Il TAR fondava la sua decisione rilevando che:

    - la dichiarazione di cui all'art. 38, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 163-2006, nel testo novellato dall'art. 4 del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, è estesa a tutte le condanne penali (e comprende anche le condanne per le quali si sia beneficiato della non menzione);

    - pertanto, si richiede al concorrente la dichiarazione di tutte le condanne riportate dallo stesso o dai soggetti individuati nell'art. 38, affinché la valutazione della gravità del reato commesso in danno dello Stato o della Comunità e dell'incidenza del medesimo sulla moralità professionale possano essere effettuate dalla stazione appaltante;

    - il rappresentante legale della ricorrente in primo grado ha dichiarato che nei confronti dell'amministratore unico e del direttore tecnico « non sono state pronunciate sentenze definitive di condanna passate in giudicato e/o emessi decreti penali di condanna...

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  • Diritto

    DIRITTO

    1. Giova premettere, sotto il profilo fattuale, che la s.p.a. AQP aveva invitato gli operatori economici iscritti nel proprio elenco di qualificazione, istituito ai sensi dell'art. 232 d.lgs. n. 163-2006, a partecipare alla « procedura negoziata di tipo chiuso», ex art. 232, comma 13, d.lgs. n. 163-2006, per l'appalto dei lavori di « potenziamento ed estendimento della rete idrica a servizio dell'abitato di Brindisi».

    L'appellante ha partecipato alla gara, risultando aggiudicataria provvisoria; in sede di verifica dei requisiti di carattere generale, la stazione appaltante ha rilevato la non veridicità dell'autodichiarazione resa dal legale rappresentante di quest'ultima, ai sensi dell'art. 47, comma 2, d.P.R. n. 445-2000, in quanto emergeva a carico del direttore tecnico, sig. Gi. Pa., un provvedimento giurisdizionale di condanna.

    Pertanto, l'attuale appellante veniva esclusa dalla gara.

    2. Ritiene il Collegio, nel merito, che l'appello sia infondato.

    Occorre, infatti, osservare che l'esclusione da una gara d'appalto consegue ad ogni qualsivoglia dichiarazione non veritiera resa dall'operatore economico, a prescindere dal dolo o dalla colpa grave, non residuando margini di discrezionalità in capo alla stazione appaltante.

    La necessità dell'esclusione si ricava, infatti, da una lettura comparata dell'art. 38 codice appalti con l'art. 75 d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, secondo cui « il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera ».

    La norma menzionata pone in stretta correlazione la non veridicità del contenuto della dichiarazione con i benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della medesima dichiarazione.

    Nel caso in esame, il beneficio derivante da una dichiarazione sostitutiva sui requisiti minimi richiesti nel bando, da parte di un...

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