Estremi:
Cassazione civile, 2015,
Classificazione:
  • Fatto

    FATTO

    Con l'impugnata sentenza n. 1/32/09 depositata il 12 gennaio 2009 la Commissione Tributaria Regionale della Toscana, respinto l'appello dell'Agenzia della Entrate, confermava la decisione n. 46/02/07 della Commissione Tributaria Provinciale di Pistola che aveva accolto il ricorso di S.I.C.O.M. di Gonfiotti Roberto & C. S.a.s. avverso l'avviso di liquidazione n. (OMISSIS) Di Registro 2001 con il quale l'Amministrazione aveva revocato l'agevolazione prevista dalla L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 33, comma 3, relativamente all'acquisto di un terreno in Comune di Buggiano (PT).

    La CTR, ricordato che la cit. L. n. 388, art. 33, comma 3, stabiliva che "I trasferimenti di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati regolarmente approvati ai sensi della normativa statale o regionale, sono soggetti all'imposta di registro dell'1 per cento e alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, a condizione che l'utilizzazione edificatoria dell'area avvenga entro cinque anni dal trasferimento", affermava che al momento dell'acquisto del terreno dedotto in lite il PRG nel quale era inserito il terreno non avesse soltanto "sommariamente tracciato le linee di un generico intervento urbanistico, bensì di un piano che aveva previsto disposizioni particolari inerenti il territorio". E, per di qui, la CTR faceva discendere l'illazione secondo cui il PRG all'esame doveva farsi consistere in "un piano urbanistico particolareggiato, già approvato, vigente al momento della stipula dell'atto di trasferimento". Illazione che, a giudizio della CTR, sarebbe stata ulteriormente avvalorata "da un attento esame dell'art. 2 bis PRG del Comune di Buggiano dove si rilevava che subordinato all'approvazione del Progetto ...

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  • Diritto

    DIRITTO

    1. Con il primo motivo di ricorso l'Ufficio censurava la sentenza denunciando in rubrica "Motivazione insufficiente e contraddittoria in ordine ad un fatto decisivo e controverso per il giudizio, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5", nella sostanza rimproverando alla CTR di aver spiegato in modo insufficiente e contraddittorio che "l'area in esame sarebbe stata regolata "esaustivamente" dal PRG non richiedendo una ulteriore pianificazione attuativa", con la derivata conseguenza del riconoscimento del diritto all'agevolazione in quanto al momento del trasferimento il terreno non abbisognava di strumenti urbanistici attuativi. La sintesi del fatto decisivo e controverso era la seguente: "In ordine al fatto controverso e decisivo per il giudizio, costituito dalla identificazione degli strumenti urbanistici previsti in relazione all'area per cui è causa, classificata in parte come zona B6 e in parte come "area per spazi attrezzati a parco per il gioco e lo sport", la CTR afferma che si tratterebbe di "aree regolamentate direttamente, ma esaustivamente, dallo stesso PRG, e non necessitanti perciò di ulteriore normativa di attuazione", laddove invece la certificazione urbanistica allegata all'atto impeditivo illustra che l'ambito territoriale della zona B6 "è sottoposto a Progetto Unitario Concordato (PUC) ai sensi di quanto disposto dagli artt. 21 bis e 13 delle Norme Tecniche di Attuazione", mentre l'area "per spazi pubblici attrezzati a parco" richiede comunque un "progetto unitario relativo a tutta l'area". La motivazione della sentenza in esame appare pertanto contraddittoria in quanto fondata su un assunto smentito dalla certificazione urbanistica prodotta e, comunque, insufficiente atteso che non spiega l' iter logico in base al quale - in ...

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