• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    P.G. (erroneamente indicato in ricorso come S. P.), membro dell'associazione Calabruzi, convenne D. U. innanzi al Giudice di Pace di Maida, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti perchè il convenuto, titolare di un'impresa di trasporti, aveva condotto a destinazione, lui e gli altri membri del predetto sodalizio, con un ritardo di sei ore, rispetto al previsto.

    Espose che l'associazione Calabruzi avrebbe dovuto presenziare, nel Comune di Leinì, in provincia di Torino, ai festeggiamenti programmati per il 1 maggio; che l'arrivo era previsto per le ore otto del mattino; che tuttavia l'autobus sul quale gli associati viaggiavano si era arrestato dopo un rifornimento effettuato presso la stazione Agip di Pietralunga.

    Resistette il D., chiedendo e ottenendo di chiamare in causa la società che gestiva l'impianto.

    Stazione AGIP di Pietralunga P. & F. s.n.c., a sua volta, estese il contraddittorio a ENI s.p.a., titolare del distributore, da essa condotta in comodato, assumendo di avere già segnalato l'esistenza di crepe nelle tubazioni, che causavano infiltrazioni alterative della qualità del carburante erogato. ENI s.p.a., costituitasi in giudizio, contestò le avverse pretese.

    Il Giudice di pace di Maida, ritenuta l'ENI unica responsabile dei pregiudizi lamentati dall'attore, la condannò al pagamento, a titolo di risarcimento danni, della somma di Euro 500,00, oltre interessi e spese.

    Con la sentenza ora impugnata, emessa in data 15 novembre 2011, il Tribunale di Lamezia Terme, in accoglimento del gravame proposto dall'ente soccombente, ha rigettato la domanda.

    Il ricorso di P.G. è affidato a nove motivi.

    Ha risposto con controricorso ENI s.p.a., che ha altresì...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1 Vanno anzitutto esaminate, e confutate, le eccezioni di inammissibilità del ricorso avanzate dall'ENI. Ha opposto l'ente che l'impugnazione sarebbe anzitutto inammissibile per tardività, ex art. 325 c.p.c., u.c., perchè, notificata la sentenza impugnata il 23 gennaio 2012, essa è pervenuta nella sua sfera di conoscibilità il 26 marzo successivo.

    Il rilievo è infondato.

    Il ricorso è stato consegnato all'ufficiale giudizio per la notifica in data 23 marzo, di talchè, in applicazione del principio della scissione degli effetti della notifica per il notificante e per il destinatario - principio enunciato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 477 del 2002, e successivamente normativizzato attraverso la riscrittura dell'art. 149 cod. proc. civ. - la proposizione dell'impugnazione deve ritenersi tempestiva.

    2 Priva di pregio è anche l'eccezione di inammissibilità per violazione dell'art. 366 c.p.c., n. 3, avendo l'impugnante indicato in S.P. l'autore dell'iniziativa processuale giunta ora all'esame del giudice di legittimità.

    E invero, la notazione è all'evidenza frutto di un errore materiale, che non impinge sulla riferibilità dell'impugnativa a P. G., considerato che questi soltanto figura sia nell'intestazione della sentenza impugnata, sia in quella del ricorso e che egli, e non altri, ha sottoscritto la procura speciale rilasciata a margine dello stesso. Ne deriva che l'errore non ha alcuna incidenza sulla comprensibilità della vicenda processuale, dei soggetti in essa coinvolti e delle problematiche oggetto dello scrutinio della Corte.

    3 Passando quindi all'esame del merito del ricorso principale, si prestano ad essere trattati congiuntamente, in quanto involgenti questioni intrinsecamente ...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
Correlazioni:

Legislazione Correlata (7)

Visualizza successivi
please wait

Caricamento in corso...