Estremi:
Cassazione civile, 2015,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    F.P.P. convenne in giudizio dinanzi al Tribunale di Roma S.S. e la Winterthur Assicurazioni s.p.a. per sentir condannare i convenuti al risarcimento dei danni che asseriva di aver subito a seguito del sinistro verificatosi in (OMISSIS) quando egli, mentre stava percorrendo a piedi la Via (OMISSIS), era stato violentemente investito, sul ciglio della strada, dall'autovettura Mercedes di proprietà e condotta dallo S., assicurata con la Winterthur.

    Espose l'attore di aver subito gravi lesioni e di essere stato sottoposto a vari interventi chirurgici ed a prolungate cure riabilitative. Dedusse che la responsabilità dell'accaduto era da ascriversi al conducente dell'autovettura investitrice e chiese il risarcimento dei notevoli danni subiti.

    Si costituirono la compagnia assicuratrice e lo S., contestando la domanda e chiedendone il rigetto.

    Il Tribunale respinse la domanda.

    Propose appello F.P.P..

    Si costituì l'appellata Aurora Assicurazioni s.p.a. (già Winterthur s.p.a.) che, in via incidentale condizionata, ribadì l'eccezione di prescrizione e le contestazioni nel merito, già svolte, sulla responsabilità esclusiva dello stesso pedone.

    Lo S. si costituì contestando i motivi di gravame e chiedendone il rigetto.

    La Corte d'appello di Roma ha respinto l'appello ed ha dichiarato integralmente compensate le spese del grado.

    Propone ricorso per cassazione F.P.P. con tre motivi.

    Resiste con controricorso l'Unipol Assicurazioni s.p.a. che presenta memoria.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo si denuncia "errores in procedendo - nullità della sentenza e del procedimento per violazione dell'art. 111 Cost., artt. 184, 187 e 209 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 4".

    Sostiene il ricorrente:

    1) che durante il procedimento di primo grado egli aveva chiesto, all'udienza di trattazione, la concessione dei termini di cui all'art. 184 c.p.c.;

    2) che il giudice aveva ritenuto la causa matura per la decisione impedendo ogni attività istruttoria;

    3) che sul punto egli aveva impugnato la sentenza di primo grado lamentando error in procedendo per essergli stato impedito di svolgere attività istruttoria;

    4) che la Corte d'appello non si è pronunciata sull'error in procedendo.

    Con il secondo motivo si denuncia "omessa pronuncia e/o contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia per violazione dell'art. 112 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 5".

    Ritiene il ricorrente che la Corte d'appello di Roma, chiamata a pronunciarsi sull'error in procedendo compiuto dal giudice di primo grado, nella parte in cui ometteva di concedere alle parti in causa, durante l'udienza di trattazione ex art. 183 c.p.c. del 29 settembre 2003, i termini di cui all'art. 184 c.p.c. (ante riforma), ha omesso di statuire sul punto.

    Ad avviso di F.P.P. la Corte d'appello non svolge alcuna motivazione in ordine alla lamentata violazione del principio del contraddittorio, del diritto di difesa e dell'art. 184 c.p.c., che hanno determinato la sua impossibilità di provare i fatti posti a fondamento della domanda ed ha sostenuto che egli non aveva fornito la prova in forza della quale sarebbe emersa una dinamica del sinistro diversa da quella...

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