• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    Con sentenza in data 2/5/2014 la Corte di Appello di Trento ha confermato la sentenza in data 19/1/2012 del Tribunale della stessa città con la quale M.S. e C.S. sono stati dichiarati colpevoli del reato di concorso in truffa e condannati alla pena di mesi 6 di reclusione ed Euro 100,00 di multa ciascuno con pena sospesa solo per la C.. L'azione della quale gli imputati sono chiamati è rispondere è, in sintesi, quella di avere posto in vendita un computer marca Apple mod. Ibook attraverso sistemi informatici ed in particolare il sito E-bay, di avere contrattato mediante il telefono la vendita dello stesso con l'acquirente P.M., di avere indicato ad esso le modalità di pagamento e di avere riscosso la somma pattuita nonchè di avere assicurato il compratore circa la consegna del bene in realtà mai avvenuta, così inducendo in errore la persona offesa in ordine alla loro disponibilità del bene. I fatti risultano contestati come commessi in (OMISSIS).

    Ricorre per Cassazione avverso la predetta sentenza il difensore degli imputati con atti separati ma di fatto sovrapponibili, deducendo:

    1. Illogicità dell'iter motivo ed erronea applicazione della legge penale in relazione al mancato accoglimento della censura afferente l'errata applicazione della previsione normativa di cui all'art. 420- ter c.p.p., art. 178 c.p.p., lett. c) e art. 102 cod. proc. pen., in relazione all'art. 24 Cost.; violazione del diritto di difesa all'atto del rigetto della richiesta di differimento di udienza in sede di giudizio di appello. Inosservanza delle norme processuali.

    Nullità di ordine assoluto.

    Si duole, al riguardo, la difesa dei ricorrenti della mancata concessione da parte del Giudice di prime cure del differimento di udienza ...

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. Il primo motivo di ricorso è manifestamente infondato.

    La questione è già stata posta in sede di gravame innanzi alla Corte di Appello ed i giudici distrettuali vi hanno dato una risposta congrua, logica e conforme ai principi di diritto in materia.

    Due sono i profili dei quali si è occupata la Corte di Appello:

    quello delle modalità e dei tempi di trasmissione dell'istanza e quello relativo al contenuto dell'istanza stessa.

    Sotto il primo profilo si è evidenziato che l'istanza risulta essere stata inviata a mezzo telefax alla Cancelleria del Tribunale la sera precedente il giorno dell'udienza alle ore 20.18 il che ne determinerebbe l'inammissibilità.

    Al riguardo deve essere ricordato che con un recente indirizzo giurisprudenziale indicato anche dalla Corte di Appello nella sentenza impugnata e condiviso dall'odierno Collegio, si è avuto modo di precisare che "la richiesta di rinvio per legittimo impedimento dell'imputato o del difensore, inviata a mezzo telefax in cancelleria, non è irricevibile nè inammissibile; peraltro, l'utilizzo di tale irregolare modalità di trasmissione comporta l'onere, per la parte che intenda dolersi in sede di impugnazione dell'omesso esame della sua richiesta, di accertarsi del regolare arrivo del fax e del suo tempestivo inoltro al giudice procedente" (Cass. Sez. 2, sent. n. 9030 del 05/11/2013, dep. 25/02/2014, Rv.

    258526).

    Sul punto la Corte di Appello ha precisato (pag. 12 della sentenza) che non vi è alcuna indicazione della tempestività della sottoposizione dell'istanza così presentata all'esame del Giudice, nè risulta in alcun modo che la difesa abbia curato di assicurarsi la presentazione dell'istanza "imprudentemente" inviata non soltanto il giorno...

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