• Fatto

    FATTO e DIRITTO

    Con nota del 11/8/2014, l'Avv. Casareale chiedeva al Comune di Gravina di Puglia di poter visionare ed estrarre copia degli atti relativi alle missioni compiute dai consiglieri comunali dell'Amministrazione in carica, al dichiarato fine "di verificare la legittimità delle stesse, i fini pubblici perseguiti e i costi a carico del bilancio comunale", ai sensi dell'art. 10 T.U.E.L.

    L'ente riscontrava positivamente l'istanza; in data 14/10/2014, il ricorrente, recatosi presso gli uffici comunali per il ritiro delle copie rilasciate, constatava che la documentazione rilasciatagli non comprendeva le cc.dd. "pezze d'appoggio" utilizzate ai fini della liquidazione delle missioni (fatture, scontrini, biglietti di viaggio). Di talché, in pari data, depositava una nuova richiesta, precisando il contenuto dell'accesso, cui faceva riscontro una nota da parte del Segretario Generale del Comune in cui - in sostanza - si confermava la posizione già assunta dall'ente.

    Seguiva, quindi, un'ulteriore nota/fax in data 18/10/2014, in cui il ricorrente rappresentava compiutamente gli accadimenti e specificava il contenuto della propria richiesta e l'interesse ad essa sotteso, elencando, a titolo esemplificativo, documenti di cui chiedeva l'ostensione. Avverso il silenzio (diniego) serbato dal Comune su tale ultima richiesta ricorre l'Avv. Casareale, chiedendo di ordinare al Comune l'ostensione di tutti gli atti facenti parte del fascicolo "spese per missioni di pubblici amministratori".

    Il Comune di Gravina di Puglia ha resistito alla domanda.

    Alla camera di consiglio del 12/3/2015 la causa è stata introitata per la decisione.

    Vanno preliminarmente vagliate le eccezioni di rito sollevate dal Comune:

    1) Inesistenza della notifica effettuata a mezzo p.e.c.: "per consolidata giurisprudenza nel processo sia civile che amministrativo la notificazione del ricorso deve ritenersi inesistente quando manchi del tutto ovvero sia...

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