• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. Il (OMISSIS) nel territorio del Comune di (OMISSIS) si verificò uno scontro frontale tra il veicolo Toyota condotto da M.A. e di proprietà del medesimo, e il veicolo Mercedes condotto da N.S., di proprietà di L. E. ed assicurato contro i rischi della responsabilità civile dalla Milano Assicurazioni s.p.a..

    In conseguenza del sinistro M.A. perse tragicamente la vita.

    2. I genitori della vittima ( M.R. e B.S.) e la sorella della vittima ( M.S.), assumendo che la responsabilità del sinistro fosse da ascrivere a N.S., nel 2001 convennero dinanzi al Tribunale di Firenze, sezione staccata di Empoli, N.S., L.E. e la Milano, chiedendone la condanna in solido al risarcimento del danno.

    3. Il Tribunale di Firenze con sentenza n. 29 del 2005 accolse la domanda.

    4. La sentenza venne appellata in via principale dalla Milano, la quale si dolse sia dell'attribuzione al proprio assicurato della responsabilità esclusiva del sinistro, sia dell'erroneità della stima del danno, ritenuta eccessiva. Anche i signori M. - B. impugnarono la sentenza di primo grado in via incidentale, lamentando una sottostima del danno da parte del Tribunale.

    La Corte d'appello di Firenze, con sentenza 14.7.2010 n. 1051, accolse parzialmente l'appello principale, e rigettò quello incidentale.

    La Corte d'appello ritenne sussistente un concorso di colpa della vittima nella misura del 30%, e rideterminò l'ammontare del danno non patrimoniale, riducendone l'importo rispetto a quanto liquidato dal primo giudice.

    5. La sentenza d'appello è stata impugnata per cassazione da M.R., B.S. e M.S., sulla ...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Tempestività del ricorso.

    1.1. Il ricorso è tempestivo, ad onta dei 455 giorni intercorsi tra il deposito della sentenza d'appello e la notifica dell'impugnazione.

    Il presente giudizio, infatti, è iniziato in primo grado nel 2001:

    ad esso, di conseguenza, non s'applica la nuova previsione dell'art. 327 c.p.c., come modificato dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, che ha ridotto a sei mesi il termine per l'impugnazione, in difetto di notifica della sentenza.

    La nuova previsione, infatti, ai sensi della L. n. 69 del 2009, art. 58, comma 1, cit., si applica ai soli giudizi iniziati dopo il 4 luglio 2009, e per tali devono intendersi i procedimenti introdotti in primo grado dopo tale data, a nulla rilevando il momento in cui sia proposta l'impugnazione (così Sez. 1, Sentenza n. 17060 del 05/10/2012, Rv. 624680).

    Nel caso di specie, essendo stata depositata la sentenza d'appello il 14.7.2010, i ricorrenti hanno beneficiato d'una doppia sospensione feriale del termine (annuale, per quanto detto) di cui all'art. 327 c.p.c., termine scaduto pertanto il 16.10.2011.

    Essendo stato il ricorso proposto il 12.10.2011, esso è dunque tempestivo.

    2. Inammissibilità del ricorso nei confronti di N.S..

    2.1. Il ricorso non risulta ritualmente notificato a N. S..

    Dalla relazione di notificazione del ricorso, eseguita a mezzo del servizio postale, si rileva infatti che il plico non venne consegnato al destinatario perchè "irreperibile". La notifica è dunque inesistente.

    2.2. E' ornai pacifico nella giurisprudenza di questa Corte il principio secondo cui quando la notificazione di un atto processuale, da ...

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