Estremi:
Cassazione civile, 2015, Vedi massime correlate
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    R.C. e G.C. hanno proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi illustrati da memoria avverso la sentenza della Corte d'Appello di Palermo del 24.9.2012 che - in un giudizio di risarcimento danni promosso da A.G.V. F. nei confronti di G.F. per omesso mantenimento, assistenza ed istruzione, ritenendolo responsabile di non avere adempiuto ai doveri genitoriali nei suoi confronti quale figlia naturale, ha accolto parzialmente l'appello proposto dalla stessa A.G. condannando G.C. e R. C., in solido ed in qualità di coeredi di G.F., al pagamento della somma di Euro 50.000,00 in suo favore. Resiste con controricorso A.G.V.F..

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo le ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione dell'art. 147 c.c. e art. 116 c.p.c. anche in relazione art. 30 Cost. (art. 360 c.p.c., n. 3). Con il secondo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 2043, 2059 e art. 2947 c.c. (rectius art. 2697 c.c.) e art. 116 c.p.c. (art. 360 c.p.c., n. 3).

    I due motivi, intimamente connessi, sono esaminati congiuntamente.

    Essi non sono fondati per le ragioni che seguono.

    In primo luogo, vale sottolineare che, a di là delle violazioni denunciate, in realtà le ricorrenti perseguono un nuovo riesame di merito, non consentito in questa sede, a fronte di una puntuale e corretta motivazione.

    Così, in ordine alla prospettata violazione dell'art. 147 c.c., ritenuta dalla Corte di merito motivatamente esistente, da parte del G., per il suo comportamento violativo dei doveri genitoriali.

    La vicenda s'inserisce nella più vasta problematica della responsabilità aquiliana nei rapporti familiari oggetto di una rielaborazione condotta sotto il profilo della tutela dei diritti fondamentali della persona.

    Ora, l'obbligo del genitore naturale di concorrere al mantenimento del figlio nasce proprio al momento della sua nascita, anche se la procreazione sia stata successivamente accertata con sentenza (Cass.20 dicembre 2011, n. 27653; Cass.3 novembre 2006. n. 23596).

    E ciò perchè la sentenza dichiarativa della filiazione naturale produce gli effetti del riconoscimento comportando per il genitore, ai sensi dell'art. 261 c.c., tutti i doveri propri della procreazione legittima, incluso quello del mantenimento ai sensi dell'art. 148 c.c..

    L'obbligazione, infatti, trova la sua ragione giustificatrice nello status di genitore, la...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
Correlazioni:

Note a sentenza (1)

Legislazione Correlata (8)

Visualizza successivi

Portali (1)

please wait

Caricamento in corso...