• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza del 12.5.06 il Tribunale di Torino - per quel che rileva nella presente sede - condannava in solido I.A. e F., quali soci illimitatamente responsabili della cessata S.n.c. Nuova Egit-Alia, la Oblò S.n.c. di Pilla Maurizio e Pilla Antonio quale società appaltatrice, nonchè la Edilponteggi di Cacici Osvaldo S.a.s., quale subappaltatrice, a pagare in favore di A.A.A.A.S. il risarcimento dei danni patiti da costui per infortunio sul lavoro occorsogli il (OMISSIS), a seguito del quale aveva riportato un'invalidità dell'85%. Tali danni venivano liquidati in Euro 27.000,00 per danno biologico temporaneo e in Euro 114.204,00 per danno morale.

    Il primo giudice negava la liquidazione anche del danno biologico differenziale e di quello esistenziale, danni che - invece - venivano riconosciuti dalla Corte d'appello di Torino con sentenza depositata il 16.6.08, che liquidava il primo in Euro 290.367,00 e il secondo in Euro 300.000,00.

    Per la cassazione di quest'ultima sentenza ricorre C.O., in proprio e in qualità di liquidatore della Edilponteggi di Cacici Osvaldo S.a.s. in liquidazione, affidandosi a due motivi.

    A.A.A.A.S. resiste con controricorso.

    La S.n.c. Nuova Egit-Alia, la Oblò S.n.c. di Pilla Maurizio e Pilla Antonio e costoro personalmente, I.A. e F., la Nuova Egit-Alia S.n.c, la Aurora Assicurazioni S.p.A. e la Nuova Tirrenia S.p.A., tutti soggetti che hanno partecipato ai gradi di merito, sono rimasti intimati.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1- Con il primo motivo il ricorso lamenta violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 38 del 2000, art. 13, in relazione all'art. 2059 c.c., per avere l'impugnata sentenza ritenuto liquidabile il danno biologico differenziale pur in assenza di condanna penale per l'infortunio patito dal lavoratore e in assenza di prova specifica di danno ulteriore rispetto a quello coperto dall'INAIL. Il motivo è infondato.

    Nell'attuale regime, che all'art. 13 cit., D.Lgs. prevede l'estensione della copertura assicurativa obbligatoria gestita dall'INAIL anche al danno biologico, le somme eventualmente erogate dall'istituto non esauriscono il diritto al risarcimento del danno biologico in capo all'assicurato.

    Invero, lo stesso art. 13 cit., dopo aver premesso che le disposizioni in esso contenute si pongono nell'ottica della "attesa della definizione di carattere generale di danno biologico e dei criteri per la determinazione del relativo risarcimento", definisce il danno biologico solo "in via sperimentale" e ai soli "fini della tutela dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali".

    Tali puntualizzazioni dimostrano che la prospettiva della norma non è quella di fissare in via generale ed omnicomprensiva gli aspetti risarcitoli del danno biologico, ma solo quella di definire i meri aspetti indennitari agli specifici ed unici fini dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

    Infatti, l'erogazione effettuata dall'INAIL è strutturata in termini di mero indennizzo, indennizzo che, a differenza del risarcimento, è svincolato dalla sussistenza di un illecito (contrattuale od aquiliano) e, di conseguenza, può essere disposto anche a prescindere...

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