Estremi:
T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna), 2014,
  • Fatto

    FATTO e DIRITTO

    Con istanza del 18 aprile 2014 indirizzata al Responsabile della Trasparenza del Comune di Parma, la ricorrente ha proposto accesso civico ex art. 5 del D. Lgs. n. 33/2013 chiedendo la pubblicazione delle "note spese per trasferte utenze telefoniche sostenute dall'Amministratore Delegato e Dirigenti di Fiere di Parma S.p.A. per l'anno 2012-2013-2014".

    L'istanza è stata respinta con nota del Presidente di Fiere di Parma S.p.A. del 23 maggio 2014 richiamando quanto disposto dall'art. 11 del D. Lgs. n. 33/2013 che limita l'ambito applicativo dell'istituto alle sole attività di pubblico interesse e, con specifico riferimento alle società partecipate, con l'ulteriore precisazione che l'accesso civico sarebbe consentito limitatamente ai dati di cui all'art. 1, commi 15-33 della L. n. 190/2012.

    La ricorrente ha impugnato detto diniego deducendo la violazione degli artt. 1, 5 e 11 del D. Lgs. n. 33/2013, dell'art. 1, comma 15, della L. n. 190/2012 ed il difetto di motivazione.

    Parma Fiere S.p.A. si è costituita in giudizio riaffermando l'estraneità dei dati richiesti all'ambito di applicazione della disciplina normativa invocata e chiedendo la reiezione del ricorso.

    All'esito della Camera di consiglio del 18 settembre 2013, la causa è stata decisa.

    Il ricorso è infondato.

    L'istituto dell'accesso civico è stato introdotto nel nostro ordinamento dal D. Lgs. n. 33/2013 che, premesso all'art. 1, comma 1, che "la trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività' delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche", afferma al successivo art. 5, comma 1, l'obbligo "di pubblicare documenti, informazioni o dati comporta il diritto...

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