Estremi:
Comm. trib. prov.le Caltanissetta, 2014, Vedi massime correlate
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La società ricorrente impugna la cartella di pagamento per € 5.565,40 afferente imposta comunale sulla pubblicità e tassa occupazione spazi ed aree pubbliche, oltre accessori.

    Assume:

    il difetto di notificazione degli avvisi di accertamento presupposti;

    il difetto di motivazione della cartella;

    l'inesistenza della notificazione della cartella;

    l'illegittimità della cartella per omessa sottoscrizione ed omessa indicazione del responsabile del procedimento.

    Serit Sicilia s.p.a. ha rilevato:

    il difetto di legittimazione passiva quanto alle doglianze del ricorrente afferenti il merito delle pretese;

    la ritualità della notificazione della cartella e, in ogni caso, la sanatoria della nullità, ai sensi dell'art. 56 c.p.c.;

    la non necessità della materiale sottoscrizione della cartella ai fini del suo formale perfezionamento;

    che la motivazione della cartella non fa altro che ripetere il contenuto del ruolo.

    Si è costituita, in data 9.4.14, INPA spa, concessionaria del Comune di Caltanissetta per l'accertamento e la riscossione dell'imposta sulla pubblicità.

    Assume:

    la rituale notificazione, a mezzo di race, a/r, degli avvisi di accertamento presupposti;

    la conseguente infondatezza del rilievo di difetto di motivazione della cartella;

    la ritualità della notificazione della cartella di pagamento, effettuata a mezzo posta;

    la non necessità, ai fini della formale legittimità della cartella, della materiale sottoscrizione del funzionario nonché la menzione, nella stessa cartella, del responsabile del procedimento.

    Alla pubblica udienza di trattazione del 28.4.14, dopo la discussione, la causa è stata trattenuta in decisione.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    All'udienza di discussione la difesa della ricorrente ha eccepito l'inammissibilità della costituzione di INPA s.p.a., per tardività della stessa. Nella fattispecie, risulta che il ricorso è stato notificato ad INPA s.p.a. in data 6.5.2010, che detta società si è costituita il 9.4.2014 e che l'udienza di trattazione, a seguito di rinvio dal 27.1.2014, per incompatibilità segnalata dal Presidente del collegio, si è tenuta il 28.4.2014.

    La Commissione rileva che, di per sé, la tardività della costituzione di parte resistente (costituzione che dovrebbe avvenire nel termine di sessanta giorni dalla notificazione del ricorso - art. 23 D.L.vo n. 546/1992) non importa, strido sensu, l'inammissibilità della costituzione medesima, ma la decadenza dalla possibilità di sollevare eccezioni processuali e di merito e di chiamare terzi in causa (vd. Cass. n. 7329/2003; 18962/2005; n. 2925/2010). Nel caso che ci occupa, peraltro, la costituzione, con l'annessa produzione documentale, è avvenuta oltre il termine di venti giorni liberi prima dell'udienza di trattazione, conseguendone l'inammissibilità della detta produzione. Invero, pur essendo consentito alla parte costituitasi tardivamente di produrre documenti, ciò deve avvenire pur sempre nel rispetto degli artt. 24 e 32 D.L.vo n. 546/1992 (vd. Cass. 28.9.2005, n. 18962) ed il termine di cui all'art. 32 ult. cit. è perentorio, quindi sanzionato con la decadenza, con la conseguenza che resta inibito al giudice di fondare la propria decisione sul documento tardivamente prodotto, anche nell'ipotesi - insussistente peraltro nella fattispecie in causa poiché il ricorrente, eccependo l'inammissibilità della costituzione, ha implicitamente ma un'equivocamente esteso l'eccezione anche alla documentazione prodotta con l'atto di costituzione - di acquiescenza della controparte (giur.za di legittimità univoca, vd., ex multis, Cass. 30.1.2004, n. 1771; 8.2.2006, n. 2787; 15.1.2014, n....

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