• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    L'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, in unico motivo, nei confronti di Z.T. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria di 2^ Grado di Bolzano n. 3/03/2009, depositata in data 17/02/2009, con la quale, in una controversia concernente l'impugnazione di un avviso di accertamento avente ad oggetto il recupero a tassazione quale reddito diverso per l'anno 2000, ai sensi dell'art. 81, comma 1, lett. l), del TUIR, della plusvalenza derivante dalla cessione del diritto di superficie su di un terreno agricolo di proprietà della Z., è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso della contribuente.

    In particolare, i giudici d'appello hanno sostenuto che, essendo il terreno, sul quale era costituito il diritto di superficie ceduto dalla contribuente ad una società, "destinato a verde pubblico", doveva "escludersi" la realizzazione di una "plusvalenza", tassabile ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 81, "avendo il terreno una destinazione urbanistica incompatibile con una sia pur potenziale utilizzazione edificatoria".

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. L'Agenzia delle Entrate ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 81 (ora art. 67), comma 1, lett. b) ed l), assumendo che, relativamente all'ipotesi, residuale, di cui alla lett. l), certamente la costituzione di un diritto di superficie da parte del proprietario può essere equiparata all'assunzione di un obbligo di permettere l'altrui costruzione e di non interferire nel relativo godimento, con conseguente irrilevanza della potenzialità edificatoria del bene, presa in considerazione solo dalla differente ipotesi sub b) dell'art. 81 del TUIR. 2. La censura, per come prospettata nel ricorso, è infondata.

    2.1. In base alla disposizione recata dall'art. 952 c.c., il proprietario del fondo può costituire il diritto di fare e mantenere al di sopra del suolo una costruzione a favore di altri, che ne acquista la proprietà.

    Pertanto, la peculiarità del diritto di superficie è quella di mantenere distinta la proprietà della costruzione dalla proprietà del suolo. Per quanto riguarda il trattamento tributario da applicare ai fini delle imposte sui redditi, al corrispettivo conseguito dalla cessione a titolo oneroso di un diritto di superficie, va richiamato anzitutto l'art. 9, comma 5, del TUIR, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, nel quale si stabilisce che le disposizioni relative alle cessioni a titolo oneroso si applicano anche nei confronti degli atti che importano la costituzione o il trasferimento di diritti reali di godimento. Recita quindi il D.P.R. n. 917 del 1986, art. 81, (vecchia numerazione, oggi art. 67): "Sono redditi diversi, se non costituiscono redditi di capitali ovvero se non sono conseguiti nell'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da ...

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