Estremi:
Cassazione civile, 2014,
  • Fatto

    OSSERVA

    La CTR di Milano ha respinto l'appello proposto dall'Agenzia contro la sentenza n. 311/46/2010 della CTP di Milano che aveva accolto il ricorso proposto da "COFACE SPA - Compagnia di Assicurazioni e riassicurazioni spa" avverso silenzio-rifiuto su istanza di rimborso della somma pagata a titolo di tassa proporzionale di registro per la sottoposizione ad imposizione di un decreto ingiuntivo con il quale la COFACE - che aveva rilasciato una garanzia fideiussoria in favore di un terzo in relazione ad un contratto soggetto ad IVA, ed aveva poi assolto al credito vantato per effetto dell'inadempimento dell'obbligato principale - esercitava il diritto di ripetere la somma stessa nei confronti di detto debitore principale. La Commissione Regionale ha motivato la decisione nel senso che la posizione del fideiussore si identifica con quella del debitore principale. Perciò, risultando che il decreto ingiuntivo fosse stato ottenuto per il pagamento del corrispettivo di una prestazione attratta nel regime IVA, andava applicata l'imposta fissa prevista dalla nota 2^ dell'art. 8 parte prima della Tariffa, in applicazione del principio di alternatività tra IVA ed imposta di registro.

    L'Agenzia ha interposto ricorso per cassazione affidato a unico motivo. La parte contribuente si è difesa con controricorso.

    Il ricorso - ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c. assegnato allo scrivente relatore - può essere definito ai sensi dell'art. 375 c.p.c..

    Con il motivo di impugnazione (sostanzialmente centrato sulla violazione dell'art. 8 della tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, in combinato disposto con l'art. 37 del medesimo D.P.R.) la parte ricorrente - dopo avere evidenziato che si tratta di verificare se si possa fare applicazione del menzionato principio di alternatività -...

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