Estremi:
Corte appello Bari, 2014,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con atto di citazione notificato in data 16-17/03/2000 St. An. conveniva in giudizio davanti al Tribunale di Bari, sez. distaccata di Altamura, Lo. Vi., Ca. Fr. e la UNIPOL Ass.ni S.p.A. in persona del suo legale rappresentante p.t., per ivi sentir accogliere le seguenti conclusioni:

    "Piaccia all'On.le Tribunale adito, reietta ogni contraria istanza ed eccezione, accogliere la domanda proposta dal sig. St. An., per le causali di cui in narrativa e per l'effetto così provvedere: a) condannare i sigg. ri Lo. Vi., Ga. Fr. e la Compagnia Unipol Assicurazioni, in solido tra loro, al pagamento in favore del sig. St. An. delle seguenti somme: £ 1.196.700 per spese mediche, visite specialistiche, medicinali ecc. sopportate per la cura delle malattie provocategli nell'incidente; £ 77.714.000 per danno biologico, calcolato sulla base di 21 punti di invalidità permanente con valore monetario dello 0,82 di £ 4.513.000 per punto in relazione all'età del danneggiato all'epoca del sinistro; £ 38.857.000 per danno morale pari alla metà del danno biologico richiesto; b) condannare i convenuti sempre in solido tra loro al pagamento delle spese diritti ed onorari di causa".

    Esponeva, in particolare, l'attore che:

    - il giorno 17/12/1998. verso le ore 6.00 circa. mentre si accingeva ad attraversare la via Bari, nei pressi di un distributore di benzina AGIP. per raggiungere la fermata del pullman della FAL sul lato opposto della strada, veniva investito dal. FURGONE DUCATO TG BA --omissis-- di proprietà del sig. Lo. Vi. e condotto dal sig. Ga. Fr. che viaggiava a velocità sostenuta;

    - nell'incidente l'istante riportava gravissime lesioni, tanto da essere trasportato al locale pronto soccorso dove riceveva le prime cure del caso e gli venivano diagnosticate le seguenti ferite: " frattura composta di perone, trauma cranico, ferita L.C. dell'arcata...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Preliminarmente va dato atto che non è più contestata in appello, da alcuna parte, la legittimazione del Lo. quale responsabile della circolazione del veicolo investitore.

    Su tanto si formò giudicato interno, per l'affermazione della stessa, come ritenuto in prime cure.

    Con un primo, articolato, motivo di gravame l'appellante sostiene l'errore del Tribunale laddove non ritenne sussistente l'esclusiva responsabilità del veicolo investitore.

    È richiamato, all'uopo, il contenuto del testimoniale fatto raccogliere in prime cure dallo St., oggi appellante, ove i testi riferirono che il detto veicolo procedeva a velocità "sostenuta".

    Della ricostruzione del sinistro siccome operato dal verbale della Polstrada non si può tener conto 1) poiché l'atto fu solo "esibito" dal convenuto, che oggi appellato, non lo riproduce ai suoi atti; 2) poiché gli atti di parte rientrano nella disponibilità di questa, di talché, 3) sussistendo un principio generale di acquisizione immanenza, deg il atti al processo, 4) per esso, l'altra parte, se interessata, deve chiedere di estrarne copia, ove voglia in futuro preservarsi dall'eventualità che la parte "producente il documento non ridepositi (S.U. 28498/2005) in altro grado, lo stesso documento.

    Peraltro, poiché il verbale della Polstrada fornisce una ricostruzione "ex post" di un fatto cui i P.U. non hanno assistito, esso, nella parte ricostruttiva del sinistro (segnatamente ove si apprezza, la velocità del veicolo investitore) 1) non può far fede fino a "querela di falso", perché gli agenti non assistettero al fatto; 2) né, ovviamente, può essere considerata (la ricostruzione della dinamica del sinistro) come fatto così testimoniato.

    Poiché dal testimoniale fatto assumere dal danneggiato non emerge null'altro, oltre quanto già indicato, mentre lo St....

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