• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. La Corte d'appello di Milano, con la sentenza indicata in epigrafe, ha confermato la sentenza con la quale il Tribunale della stessa città in data 17 febbraio 2009 aveva dichiarato l'odierno ricorrente colpevole di appropriazione indebita aggravata (fatto commesso in (OMISSIS)), condannandolo - ritenute le attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti - alla pena ritenuta di giustizia, con le statuizioni accessorie in favore delle costituite parti civili.

    2. Avverso tale provvedimento, l'imputato (personalmente) ha proposto ricorso per cassazione, deducendo i motivi di seguito enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall'art. 173 disp. att. c.p.p., comma 1:

    1 - violazione degli artt. 192, 530 e 546 c.p.p., con vizio di motivazione (lamenta la mancata considerazione delle prove a suo favore: illegittimamente la Corte di appello avrebbe addossato all'imputato l'onere di dimostrare la sua innocenza, addivenendo ad una inammissibile inversione dell'onere della prova, che al contrario incombe sul P.M.);

    2 - violazione degli artt. 60, 61, 178, 419 e 420-quater c.p.p. e art. 24 Cost. (lamenta di aver chiesto il rinvio dell'udienza di appello 6 dicembre 2012 adducendo il proprio legittimo impedimento a comparire per ragioni di salute asseritamente documentate, con istanza trasmessa a mezzo fax il 5 dicembre 2012 ore 9.31, ed in originale a mezzo raccomandata postale ricevuta il 12 dicembre 2012:

    detta istanza non risulta valutata, ed anzi l'imputato fu dichiarato contumace);

    3 - violazione dell'art. 97 c.p.p. e art. 28 disp. att. c.p.p., con vizio di motivazione (lamenta che, a seguito della rinunzia al mandato del difensore di fiducia, comunicata a mezzo fax in data 20 novembre...

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    La sentenza impugnata va annullata senza rinvio limitatamente alla mancata applicazione della sospensione condizionale della pena, che va disposta; nel resto il ricorso è, nel suo complesso, infondato.

    I LIMITI DEL SINDACATO DI LEGITTIMITA' SULLA MOTIVAZIONE. 1. E' necessario premettere, con riguardo ai limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione dei provvedimenti oggetto di ricorso per cassazione, delineati dall'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e), come vigente a seguito delle modifiche introdotte dalla L. n. 46 del 2006, che, a parere di questo collegio, la predetta novella non ha comportato la possibilità, per il giudice della legittimità, di effettuare un'indagine sul discorso giustificativo della decisione, finalizzata a sovrapporre la propria valutazione a quella già effettuata dai giudici di merito, dovendo il giudice della legittimità limitarsi a verificare l'adeguatezza delle considerazioni di cui il giudice di merito si è avvalso per giustificare il suo convincimento.

    1.1. La mancata rispondenza di queste ultime alle acquisizioni processuali può, soltanto ora, essere dedotta quale motivo di ricorso qualora comporti il cd. "travisamento della prova" (consistente nell'utilizzazione di un'informazione inesistente o nell'omissione della valutazione di una prova, accomunate dalla necessità che il dato probatorio, travisato od omesso, abbia il carattere della decisività nell'ambito dell'apparato motivazionale sottoposto a critica), purchè siano indicate in maniera specifica ed inequivoca le prove che si pretende essere state travisate, nelle forme di volta in volta adeguate alla natura degli atti in considerazione, in modo da rendere possibile la loro lettura senza alcuna necessità di ricerca da parte della Corte, e ...

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