• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1.- Con la decisione ora impugnata, pubblicata il 3 giugno 2009, la Corte d'Appello di Palermo ha accolto parzialmente l'appello proposto dalla società Nuova Tirrena s.p.a. nei confronti di P. B., nonchè di P.V. ed M.E., questi ultimi in proprio e nella qualità di genitori esercenti la potestà sui figli P.D. e G., avverso la sentenza del Tribunale di Termini Imerese - sezione distaccata di Cefalù del 13/14 novembre 2008.

    Con questa sentenza il Tribunale, ritenuta la responsabilità esclusiva del convenuto Cu.Eu., assicurato per la r.c.a.

    con la Nuova Tirrena s.p.a., per l'incidente stradale occorso al minore P.B. mentre era alla guida del proprio motociclo, aveva condannato i convenuti, in solido, a corrispondere a P. B. la residua somma di Euro 95.305,23 (Euro 145.305,23 - Euro 50.000,00, già corrisposti a titolo di provvisionale), oltre interessi e rivalutazione monetaria, nonchè al pagamento della somma di Euro 26.000,00 in favore di P.V. ed M.E. e della somma di Euro 10.000,00 ciascuno in favore di P.D. e G., oltre interessi e rivalutazione monetaria, con condanna dei convenuti anche alle spese di lite.

    2.- Proposto appello da parte della società assicuratrice e costituiti in appello gli originari attori, nella contumacia del Cu., la Corte d'Appello ha, in parziale riforma della sentenza di primo grado, rideterminato la misura del danno da invalidità permanente in capo a P.B., riducendola dal 24% ritenuta dal Tribunale al 18% ed ha rideterminato la liquidazione del danno corrispondente nella somma di Euro 42.786,47 in valori attuali, cui ha aggiunto la somma già liquidata per l'inabilità temporanea, ottenendo l'importo di Euro 45.520,37;...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.- Il ricorso è soggetto, quanto alla formulazione dei motivi, al regime dell'art. 366 bis c.p.c., (inserito dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 6, ed abrogato dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 47, comma 1, lett. d), applicabile in considerazione della data di pubblicazione della sentenza impugnata (3 giugno 2009).

    Col primo motivo di ricorso si deduce "violazione e falsa applicazione dell'art. 116 c.p.c.. Motivazione insufficiente e contraddittoria - illogicità manifesta", al fine di censurare il rigetto, da parte della Corte d'Appello, della richiesta di rinnovazione della CTU e di denunciare il relativo vizio di motivazione della sentenza, nonchè il vizio di motivazione concernente la quantificazione del danno da invalidità permanente nella misura del 18% ed il mancato riconoscimento delle spese mediche future per l'importo, riconosciuto, invece, dal Tribunale, di Euro 7.000,00, per intervento di chirurgia estetica al volto.

    1.2.- Col secondo motivo di ricorso si deduce "violazione e falsa applicazione dell'art. 2059 c.c., e art. 115 c.p.c.. Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa punti decisivi della controversia", al fine di censurare la liquidazione del danno non patrimoniale in favore di P.B., effettuata dalla Corte d'Appello in dichiarata applicazione della sentenza a S.U. n. 26972 dell'11 novembre 2008.

    1.3.- Col terzo motivo di ricorso si deduce "violazione e falsa applicazione dell'art. 2059 c.c., e art. 115 c.p.c.. Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa il mancato riconoscimento dei danni riflessi in favor dei congiunti del danneggiato", al fine di censurare tale mancato riconoscimento nei confronti dei genitori e dei fratelli minori di ...

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