• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con citazione notificata nel gennaio 1995 M.R. A., quale trasportato su un'autovettura Renault Espace di proprietà della Sport Center s.n.c., conveniva in giudizio la predetta società ed il suo assicuratore, Assitalia, nonchè D.G., proprietario e conducente di una vettura Ford Escort, ed il suo assicuratore, Lloyd Italico Assicurazioni Spa, per ottenerne la condanna al risarcimento dei danni subiti nel sinistro stradale, verificatosi tra le due vetture l'(OMISSIS), sull'autostrada (OMISSIS) all'altezza dello svincolo di immissione nella tangenziale (OMISSIS).

    Veniva chiamato in causa M.R.N., padre dell'attore, quale conducente dell'auto Renault Espace; interveniva volontariamente in giudizio B.P., madre dell'attore, anch'essa trasportata sull'auto Renault, al fine di ottenere il risarcimento dei danni, anche da essa subiti a causa del sinistro.

    Espletate perizie tecniche, il giudizio veniva interrotto per la morte del convenuto D.G. e quindi riassunto nei confronti dei suoi eredi. In esito al giudizio il Tribunale di Milano dichiarava la corresponsablità in egual misura dei conducenti delle due autovetture; condannava D.R.H. e P. R., eredi del defunto D.G. e la Lloyd Italico nonchè M.R.N., la Snc Sport Center e l'Assitalia, in solido tra loro, al pagamento, in favore di M. R.A., della somma di Euro 1.404.227,35 ed, in favore di B.P., della somma di Euro 109.391,77 oltre interessi al tasso medio ponderato del 5,84% su entrambi gli importi dal sinistro alla data della sentenza, ed oltre interessi legali da questa al saldo, previa detrazione in favore della Lloyd Italico ...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    In via preliminare, deve rilevarsi che il ricorso principale e quelli incidentali sono stati riuniti, in quanto proposti avverso la stessa sentenza.

    Procedendo all'esame dei ricorsi, proposti dal M.R. e dalla B., deve premettersi che i due ricorsi propongono doglianze di analogo contenuto, le quali, per comodità di esposizione, verranno trattate congiuntamente.

    Ciò premesso, va osservato che con la prima doglianza, deducendo la violazione e la falsa applicazione dell'art. 2909 c.c., e artt. 324 e 342 c.p.c., i ricorrenti hanno censurato la sentenza impugnata nella parte in cui la Corte di Appello è intervenuta su un capo della sentenza del Tribunale, relativa alla decorrenza degli interessi dall'1.7.1990, che non aveva costituito motivo di impugnazione da parte di alcuno, con la conseguenza che rappresentava un punto rispetto al quale si era ormai formato il giudicato interno.

    Con la seconda doglianza, articolata sotto il profilo della violazione e/o falsa applicazione dell'art. 112 c.p.c., - i ricorrenti lamentano che la Corte territoriale con riguardo alla decorrenza degli interessi di mora aveva identificato un dies a quo diverso da quello sul quale si era pronunciato il Tribunale, pur trattandosi di un punto della sentenza non censurato con l'appello.

    Con il terzo motivo per violazione e falsa applicazione dell'art. 1224 c.c., e della L. n. 990 del 1969, art. 22, i ricorrenti si sono doluti del fatto che la Corte di merito ha attribuito ai danneggiati gli interessi al tasso legale, a titolo di danno ex art. 1224 c.c., a far tempo dall'11.9.92 per entrambi, quanto al Lloyd Italico, e dall'11.1993, a favore del M.R., e dal 19.11.95, a favore della B., quanto all'Assitalia, date di messa in mora, ...

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