• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Il (OMISSIS) An.Gi., dirigente chimico in servizio presso la sezione di (OMISSIS) dell'Istituto regionale della Vite e del Vino, prese in consegna da due ufficiali della G.d.F. - inviati presso il detto istituto da un magistrato della procura della Repubblica di Brindisi - una borsa contenente alcuni campioni di liquido da analizzare in qualità di perito all'uopo nominato dal predetto ufficio giudiziario. Nel percorrere una rampa di scale che conduceva al laboratorio dove sarebbe stato riposto il materiale consegnatogli dai finanzieri, l' An. inciampò, perdendo l'equilibrio, e cadde nello spazio vuoto esistente tra i due montanti di sostegno del passamano della scala. Ne riportò gravissime lesioni, che ne cagionarono la totale compromissione della capacità lavorativa e la irredimibile modificazione in pejus della qualità della vita.

    Vennero così convenuti in giudizio, dinanzi al Tribunale di Marsala, P.P., presidente del consiglio di amministrazione e di legale rappresentante dell'ente, A.S., dirigente del settore amministrativo con competenza sulla gestione degli immobili, ed M.E., direttore dell'istituto, dei quali An. G. chiese la condanna al risarcimento dei danni subiti nella misura di L. 2.338.446808. Lamentò, in particolare, l'attore che ciascuno dei convenuti, nell'ambito delle rispettive competenze, aveva omesso di adottare le dovute misure antinfortunistiche, come emerso nel corso del procedimento penale instauratosi a loro carico e conclusosi con l'applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p.: i gradini della scala, difatti, si presentavano pericolosamente sdrucciolevoli, come egli non aveva mancato di far notare ai responsabili, ma ciò nonostante l'unica protezione esistente era rappresentata, al tempo...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Dei ricorsi riuniti, devono essere accolti quello principale dell'Istituto regionale della Vite e del Vino e quello incidentale condizionato di An.Gi..

    Meritano altresì accoglimento il secondo e terzo motivo del ricorso incidentale non condizionato An. (con assorbimento del quarto motivo) e il ricorso incidentale A..

    Deve invece essere rigettato il primo motivo del ricorso An..

    IL RICORSO PRINCIPALE DELL'I.R.V.V..

    Con il primo ed unico motivo, la difesa dell'ente denuncia, testualmente, violazione e falsa applicazione di norme di diritto e precisamente dell'art. 2043, con specifico riferimento al principio di diritto che ne individua i presupposti applicativi nei confronti della P.A., e art. 28 Cost. (art. 360 c.p.c., n. 3);

    contraddittorietà della motivazione in relazione al primo capo della sentenza relativo alla decisione sulle domande spiegate nell'appello dell'Istituto (art. 360, n. 5). Insussistenza di responsabilità in capo all'IRVV. La censura è fondata in diritto, anche se il suo accoglimento non può condurre - come si avrà modo di precisare in sede di esame del ricorso incidentale An. - al risultato auspicato dalla difesa dell'istituto - id est alla affermazione di un principio di diritto che consenta al giudice del rinvio di provvedere alla incondizionata e definitiva assoluzione da responsabilità dell'ente vinicolo.

    La giuridica fondatezza della censura si coglie, sia pur in parte qua, alla luce del principio secondo cui non è legittimamente predicabile la responsabilità di un ente in assenza della speculare ed espressa affermazione di responsabilità del/dei soggetti che abbiano agito in sua rappresentanza (intesa quest'ultima in senso organico).

    E' principio di diritto...

Correlazioni:

Note a sentenza (3)

Legislazione Correlata (9)

Visualizza successivi