• Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. G.F. veniva giudicato dal Tribunale di Isernia responsabile del reato di guida in stato di ebbrezza alcolica e condannato alla pena di giorni ventuno di arresto ed Euro novecento di ammenda, con la concessione della sospensione condizionale della pena e la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per mesi sei.

    La sentenza veniva confermata dalla Corte di Appello di Campobasso con la decisione indicata in epigrafe. In particolare il secondo giudice riteneva infondato il motivo di appello avente ad oggetto l'asserita nullità del dibattimento perchè celebrato nonostante il legittimo impedimento del difensore.

    A tal riguardo, richiamata e ribadita la motivazione espressa dal Tribunale di Isernia con l'ordinanza reiettiva dell'istanza di rinvio, la Corte di Appello aggiungeva che l'avviso di audizione di altro assistito in diverso procedimento per la medesima data dell'udienza dinanzi al Tribunale di Isernia era stata notificata al difensore diverso tempo prima dell'inoltro dell'istanza di rinvio, e che questa era stata trasmessa via fax, ovvero in modo difforme da quanto previsto dal codice di rito; inoltre era prevalente l'attività da compiersi nel procedimento che occupa, avente ad oggetto una contravvenzione e con attività difensiva da svolgersi in dibattimento, laddove nel diverso procedimento si procedeva per delitto e l'attività da compiersi era l'interrogatorio dell'indagato ad opera della p.g..

    La Corte distrettuale giudicava infondato anche un secondo motivo di appello, relativo al mancato rinvio dell'udienza onde procedere all'escussione di teste a discarico non comparso. Al proposito il Collegio territoriale riteneva che in atti non vi fosse la prova della regolare citazione del teste a discarico, che non...

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    4. Il ricorso è infondato, nei termini di seguito precisati.

    5.1. Quanto alla trasmissibilità a mezzo fax dell'istanza di differimento del procedimento per il concomitante impegno del difensore, la giurisprudenza di legittimità ritiene inammissibile l'istanza di rinvio dell'udienza inoltrata a mezzo fax, stante la previsione di cui all'art. 121 c.p.p. che statuisce l'obbligo per le parti di presentare le memorie e le richieste rivolte al giudice mediante deposito in cancelleria; mentre il ricorso al telefax, quale forma particolare di notificazione, è riservato dall'art. 150 del codice di rito ai funzionari di cancelleria (Sez. 5^, n. 11787 del 19/11/2010, Campagnoli, Rv. 249829).

    Per vero, si rinvengono tra le pronunce della Corte anche alcune che ammettono che l'istanza in parola possa essere proposta anche a mezzo fax, in ragione del fatto che l'art. 420 ter c.p.p. richiede unicamente che quella sia prontamente comunicata, senza alcuna indicazione delle modalità.

    Ad avviso di questo Collegio tal ultimo argomento non appare risolutivo, atteso che la previsione di cui all'art. 420 ter c.p.p. ben può essere considerata integrativa della regola posta dall'art. 121 c.p.p., muovendosi sul piano del tempo dell'istanza, mentre la disposizione da ultimo citata prende in considerazione le modalità di comunicazione, senza riferimenti temporali.

    Pertanto la decisione impugnata risulta in linea con la preferibile interpretazione giuridica.

    5.2. In tema di concomitante impegno professionale del difensore, evocato quale circostanza concretante un legittimo impedimento del medesimo a partecipare al procedimento, la giurisprudenza di legittimità ha affermato che spetta al giudice la valutazione comparativa dei diversi impegni in modo da...

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