Estremi:
Cassazione civile, 2013,
  • Fatto

    IN FATTO E IN DIRITTO

    Nella causa indicata in premessa, è stata depositata la seguente relazione: "1 - La sentenza impugnata, depositata il 21 gennaio 2011, confermando - sia pure con diversa motivazione - quella di primo grado, ha, per quanto qui rileva, respinto la domanda risarcitoria del C., ritenendo che non potesse dirsi accertata, neanche con criterio probabilistico, a causa della caduta, che poteva essere derivata da fattori diversi ed altrettanto plausibili (un malore, un inciampo, una perdita di controllo da velocità eccessiva, una manovra azzardata). In ogni caso, era pacifico che l'incidente era avvenuto in condizioni di massima visibilità, data l'ora e la stagione, in totale assenza di traffico e di altri disturbi, con ampio margine di percorrenza: dunque, anche a voler ammettere che la caduta fosse avvenuta sulla buca di cui all'allegazione di parte, si sarebbe dovuto riconoscere - come dalle foto in atti - che essa era ben visibile da congrua distanza ed ampiamente evitabile. L'evento, quindi, anche in quest'ultima ipotesi, non avrebbe potuto non essere ricondotto che al fatto della vittima, che, ad evidenza, non aveva prestato nessuna attenzione al suo incedere: condotta, dunque, interruttiva del'ipotizzato nesso causale, dal momento che, per converso, un'adeguata, normale ed esigibile diligenza da parte dell'infortunato avrebbe escluso il danno.

    2 - Ricorre per cassazione il C. con due motivi; il Comune resiste con controricorso e propone anche ricorso incidentale in ordine alla compensazione delle spese di secondo grado, nonchè ricorso incidentale condizionato quanto alla non ricorrenza della responsabilità ex art. 2051 c.c.; l'altra intimata non ha svolto attività difensiva.

    3. - Il ricorrente deduce i seguenti motivi:

    3.1. violazione e falsa...

Correlazioni:

Legislazione Correlata (1)