• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con ricorso depositato in data 16-2-1998 D.P.G. G., premetteva che il 25-7-1993 aveva contratto matrimonio concordatario con T.A. (unione dalla quale non erano nati figli) e che in data 10-1-1996 il Tribunale di Teramo aveva omologato la separazione consensuale di essi coniugi, con la quale gli stessi avevano convenuto di avere già definito i loro rapporti patrimoniali.

    Ciò premesso, il ricorrente chiedeva al Tribunale di Teramo la pronuncia della cessazione degli effetti civili del matrimonio, con conferma delle condizioni concordate in sede di separazione.

    Resisteva alla domanda la T., che deduceva la nullità dell'accordo di separazione (e del successivo provvedimento giudiziale di omologa) e chiedeva - in riconvenzione - l'imposizione al marito dell'obbligo del versamento, in proprio favore, di un assegno di mantenimento (ovvero, in subordine, di un assegno divorzile).

    Confermate all'esito della comparizione dei coniugi nella fase presidenziale di adozione di provvedimenti provvisori ed urgenti le condizioni della separazione, con sentenza non definitiva in data 5- 12-2002 il Tribunale adito pronunciava la cessazione degli effetti civili del matrimonio, rigettando la domanda riconvenzionale di assegno di mantenimento, e disponeva per l'ulteriore corso del giudizio in ordine all'istanza subordinata di assegno divorzile.

    All'esito del procedimento, con sentenza definitiva in data 27-12- 2006 il Tribunale di Teramo, avendo ritenuto che ne ricorressero i presupposti di legge, imponeva al D.P. l'obbligo della somministrazione in favore dell'ex coniuge di un assegno divorzile mensile di Euro 516,46 a decorrere dal 24-3-1998, rivalutabile annualmente dal marzo 1999, dichiarando...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo di ricorso principale il D.P. censura la sentenza impugnata per avere la Corte d'appello ritenuto inammissibile la censura secondo cui il tribunale aveva deciso la causa in violazione dell'art. 112 c.p.c., sulla base di prove ammesse nonostante la rinuncia della parte richiedente.

    Con il secondo motivo contesta la sentenza impugnata per avere ritenuto sussistenti le condizioni per il riconoscimento dell'assegno divorzile ,in particolare non dando adeguato rilievo alla brevità della durata del matrimonio ed alla valutazione del tenore di vita in costanza del rapporto coniugale.

    Con il terzo motivo lamenta la ritenuta attendibilità di una parte dei testi escussi alle cui deposizioni ha attribuito maggiore valenza rispetto a quella di altri testi.

    Con il quarto motivo censura la valenza di confessione de relato attribuita in primo grado alla deposizione resa dal fratello della T..

    Con il quinto motivo si duole della decorrenza dell'assegno divorzile.

    Con il sesto motivo contesta la compensazione delle spese di giudizio.

    Con l'unico motivo di ricorso incidentale la T. lamenta l'insufficienza dell'assegno liquidatole.

    Il primo motivo del ricorso principale è inammissibile.

    La motivazione della Corte d'appello è basata su una duplice ratio decidendi.

    La prima riguarda la mancata tempestiva contestazione da parte del ricorrente dell'ammissione e dell'espletamento della prova testimoniale.

    La seconda ratio decidendi si basa sull'affermazione che le istanze istruttorie non reiterate in sede di precisazione delle conclusioni possono ritenersi abbandonate solo se vi siano elementi che dimostrino il venir meno dell'interesse della ...

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