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Cassazione civile, 2013, Vedi massime correlate
  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. - Con sentenza resa pubblica il 19 dicembre 2006, il Tribunale di Ancona respingeva l'appello proposto da S.G.O. e Sp.Al. contro la sentenza del Giudice di pace della medesima città, che aveva rigettato la loro domanda riconvenzionale di risarcimento dei danni patiti nel sinistro stradale verificatosi, il (OMISSIS), tra l'autovettura di proprietà della S., condotta dallo Sp., e quella di V. M., proprietario conducente, assicurata presso la "RAS - Riunione Adriatica di Sicurtà" S.p.A., ascrivendo l'esclusiva responsabilità del sinistro allo Sp..

    Il Tribunale, sulla scorta delle deposizioni testimoniali e dei verbali dei pubblici ufficiali che avevano proceduto all'accertamento dell'incidente, riteneva che lo Sp. fosse l'unico responsabile del sinistro giacchè, uscendo da un passo privato, si immetteva sulla strada di pubblico transito senza dare la precedenza ai veicoli ivi circolanti, come quello del V., al quale non poteva essere mosso alcun addebito, procedendo esso a velocità moderata e in regola con il limite posto sulla strada di percorrenza.

    Il giudice di secondo grado escludeva, poi, che sul giudizio rimesso alla sua cognizione potesse avere "alcuna efficacia", tantomeno quella "riflessa" dedotta dagli appellanti, la sentenza definitiva n. 645 del 2004, emessa da altro giudice di pace sullo stesso sinistro, posto che in quest'ultimo giudizio non era stata parte la RAS e che diversi erano i rispettivi petita, essendo l'oggetto della sentenza appellata il risarcimento del danno materiale, mentre oggetto della sentenza del 2004 era il danno da lesioni fisiche.

    2. - Per la cassazione di tale sentenza ricorrono S.G. O. e Sp.Al. sulla base di tre motivi, illustrati da memoria.

    Resiste ...

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  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. - Con il primo mezzo è denunciata, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione dell'art. 2909 c.c..

    Ci si duole che il Tribunale non abbia attribuito al giudicato costituito dalla sentenza n. 645 del 2004 efficacia diretta nei confronti delle parti che avevano partecipato ad entrambi i giudizi - e segnatamente nei confronti del V. - ed efficacia riflessa nei confronti della compagnia assicuratrice rimasta estranea al processo definito da detta sentenza, in quanto portatrice di diritti ed obblighi dipendenti dalla situazione giuridica interessata dal giudicato stesso.

    2. - Con il secondo mezzo è prospettata, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione dell'art. 2909 c.c., o comunque mancata applicazione da parte del giudice di merito dei principi fondamentali di diritto.

    La sentenza n. 645 del 2 004, passata in giudicato, che ha riconosciuto la responsabilità concorrente dei due conducenti nella causazione del sinistro, ai sensi dell'art. 2054 c.c., comma 2, farebbe stato nei confronti delle parti del giudizio nel quale è stata emessa e cioè tra l'attore V.M. ed i convenuti S.G.O., Sp.Al. e Milano assicurazioni S.p.A..

    La medesima anzidetta sentenza avrebbe altresì efficacia riflessa nei confronti della RAS e cioè della compagnia assicuratrice del V., seppure estranea al giudizio nel quale la decisione è stata pronunciata e ciò per il principio di solidarietà tra il debito del danneggiato assicurato e quello di indennizzo, operante anche nel caso di concorrente responsabilità dei due conducenti ai sensi dell'art. 2054 c.c., comma 2. Nè tale conseguenza potrebbe essere esclusa dalla ritenuta diversità del...

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