• Fatto

    RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. PREMESSA. Quella di cui questa Corte di legittimità è stata chiamata ad occuparsi, è una assai complessa vicenda processuale che ha visto coinvolti, se si guarda alla richiesta di rinvio a giudizio del 30.8.2004 avanzata dalla Procura della Repubblica di Venezia, 141 imputati, ai quali sono state contestate, a vario titolo, plurime condotte criminose, da quelle associative di cui all'art. 416-bis c.p. e di cui al D.P.R. n. 309 del 1990, art. 74, a quelle riferite a sequestri di persona a scopo estorsivo, a numerose rapine pluriaggravate, a diffusi episodi di narcotraffico, alla violazione della disciplina in materia di armi, al furto, alla ricettazione, al riciclaggio, fino alla corruzione di pubblici ufficiali, al falso in atto pubblico ed al reato di evasione.

    Il richiamato rinvio a giudizio peraltro è parte di ancor più complesse indagini, avviate dieci anni avanti a carico del sodalizio malavitoso capeggiato da m.f. noto come "mafia del Brenta", sodalizio malavitoso che per oltre un ventennio, nel periodo compreso tra la fine degli anni settanta e gli anni novanta, ha imperversato nell'area veneta.

    Le numerosissime condotte criminali accertate dagli inquirenti sono poi confluite in vari filoni processuali, alcuni dei quali ormai definitivamente esauriti, come quelli relativi alle condotte omicidiarie attribuite al gruppo e, con riferimento specifico al presente processo, come quelle relative alle numerose posizioni definite con riti alternativi, in sede di udienza preliminare, con pronunce del 20.6.2006, data in cui il GUP lagunare provvide, altresì, al rinvio a giudizio degli imputati nel procedimento ora pervenuto all'esame dei giudici di legittimità.

    Detto procedimento, dopo il richiamato rinvio a ...

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