• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza del 23/2/2006 la Corte d'Appello di Napoli respingeva il gravame interposto dai sigg. G.G. e F. C. nei confronti della pronunzia Trib. Ariano Irpino 20/11/2003 di rigetto della domanda, proposta contro il sig. R. E. e la Gestione liquidatoria Usl n. (OMISSIS) di Ariano Irpino, di risarcimento dei danni lamentati in conseguenza della perdita totale ed irreversibile del visus all'occhio destro e della forte miopia all'occhio sinistro subita dal figlio C. a causa di fibroplasia retro lenticolare, asseritamente insorta per essere stato il medesimo, nato pretermine, lasciato per 45 giorni in incubatrice senza assistenza e senza il necessario controllo della concentrazione di ossigeno.

    Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il G. e la F. propongono ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi, illustrati da memoria.

    Resistono, con separati controricorsi, la Gestione liquidatoria Usl n. (OMISSIS) di Ariano Irpino ed il R., il quale ultimo ha presentato anche memoria.

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il 1 motivo i ricorrenti denunziano violazione e falsa applicazione dell'art. 2697 c.c., in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

    Si dolgono che la corte di merito abbia erroneamente addossato loro l'onere della prova del nesso di causalità, laddove questa incombeva invero a controparte.

    Lamentano che la corte di merito ha avuto riguardo alla nozione di nesso di causalità propria del diritto penale, e non già a quella civilistica, non essendovi ai fini risarcitori la "certezza assoluta di un rapporto diretto tra omissione ed evento".

    Con il 2 motivo denunziano violazione e falsa applicazione dell'art. 1176 c.c., in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

    Lamentano non essersi tenuto in considerazione il difetto di diligenza dei sanitari nella vicenda, invero emergente alla stregua della stessa cartella clinica.

    Con il 3 motivo denunziano insufficiente e contraddittoria motivazione su fatto decisivo della controversia, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

    Lamentano contraddittorietà della motivazione, giacchè se "il bambino era venuto alla luce in buone condizioni di salute e se lo stato morboso è di natura acquisita ed è a genesi multifattoriale ed il neonato venne sottoposto ad ossigenoterapia, accusò sofferenza perinatale, soffrì di stress operatorio e di crisi apnoiche recidivanti, gli praticarono trasfusioni e tenuto conto della prematurità e del basso peso alla nascita, il piccolo non poteva non essere considerato soggetto a rischio proprio per le condizioni alla nascita (prematurità e basso peso), l'ossigenoterapia e la presenza di tutte le vicende patologiche intervenute".

    I motivi, che possono congiuntamente esaminarsi in quanto connessi, sono fondati e vanno accolti...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
Correlazioni:

Note a sentenza (3)

Legislazione Correlata (4)

Portali (12)

Visualizza successivi
please wait

Caricamento in corso...