Estremi:
Cassazione civile, 2012,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Nella causa di risarcimento dei danni proposta da I.G. contro F.L., la s.p.a. SAI Assicurazioni e la s.r.l.

    Cov. Tab. 2000, a seguito di un incidente stradale, il Tribunale di Foggia ha ritenuto la responsabilità esclusiva dei convenuti e li ha condannati a pagare all'attore la somma complessiva di Euro 71.696,70, oltre interessi e spese processuali.

    Lo scontro si è verificato lungo la strada statale (OMISSIS), fra l'autocarro Fiat IVECO condotto dal F., che ha effettuato una svolta a sinistra per immettersi in una strada poderale, e l'automobile condotta da I., che proveniva dalla direzione opposta.

    Proposto appello principale da quest'ultimo, che riteneva insufficiente la somma liquidata, e incidentale dalla SAI, per fare accertare il concorso di colpa del danneggiato, con la sentenza impugnata in questa sede la Corte di appello di Bari - in parziale riforma della sentenza di primo grado - ha ritenuto responsabile dell'incidente per l'80% il F., poichè non ha dato la precedenza al veicolo che proveniva dalla direzione opposta e non ha segnalato la svolta a sinistra, e per il 20% allo I., poichè procedeva a velocità (110-120 km. all'ora) superiore a quella consentita in luogo (90 km. all'ora, trattandosi di strada extraurbana secondaria: art. 142 C.d.S., comma 1).

    La Corte ha ridotto in proporzione le somme spettanti al danneggiato in risarcimento dei danni patrimoniali e morali, rigettando l'appello principale relativo, e gli ha riconosciuto l'ulteriore importo di Euro 4.131,66, quale danno emergente, conseguente alla perdita dell'autovettura.

    I.G. propone quattro motivi di ricorso per cassazione.

    Resiste la s.p.a. Fondiaria-SAI con controricorso.

    Gli...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.- Con il primo motivo, denunciando violazione degli art. 326 e 327 cod. proc. civ. e decadenza dell'appellante incidentale dall'impugnazione, il ricorrente assume che l'appello incidentale è stato tardivamente depositato oltre l'anno dal deposito della sentenza impugnata, tenuto anche conto della sospensione feriale dei termini processuali.

    1.1.- Il motivo è manifestamente infondato.

    Lo stesso ricorrente rileva che la Fondiara si è ritualmente costituita in appello nei termini di cui all'art. 166 c.p.c., e la Corte di appello ha accertato la circostanza (p. 3 della sentenza), rilevando che non sussiste altra causa di decadenza dall'impugnazione incidentale che la mancata costituzione almeno 20 giorni prima dell'udienza di prima comparizione.

    In base al combinato disposto degli artt. 334, 343 e 371 cod. proc. civ., è ammessa l'impugnazione incidentale tardiva (da proporsi con l'atto di costituzione dell'appellato o con il controricorso nel giudizio di cassazione) anche quando sia scaduto il termine per l'impugnazione principale, e persino se la parte abbia prestato acquiescenza alla sentenza.

    Ciò indipendentemente dal fatto che si tratti di un capo autonomo della sentenza medesima, rispetto a quello oggetto dell'impugnazione principale, e che quindi l'interesse ad impugnare fosse preesistente, dato che nessuna distinzione in proposito è contenuta nelle citate disposizioni di legge.

    L'unica conseguenza sfavorevole dell'impugnazione cosiddetta tardiva è che essa perde efficacia se l'impugnazione principale è dichiarata inammissibile (Cass. 11/06/2008, n. 15483).

    2.- Con il secondo motivo il ricorrente denuncia violazione dell'art. 345 cod. proc. civ., poichè solo in grado di appello la compagnia assicuratrice ha chiesto,...

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