• Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Atteso che è stata depositata relazione del seguente contenuto:

    "1. Con ricorso al Tribunale di Rossano L.F. ha chiesto il riconoscimento del proprio diritto alla corresponsione della pensione ai superstiti quale figlio convivente del defunto genitore L.P., deceduto il (OMISSIS);

    La domanda veniva respinta dal Tribunale con sentenza che era confermata dalla Corte d'appello di Catanzaro, che, anche all'esito della rinnovazione delle indagini peritali, riteneva l'insussistenza di requisito sanitario;

    Avverso detta sentenza ricorre per cassazione L.F. con un unico motivo;

    L'Inps resiste con controricorso;

    2. Con l'unico motivo parte ricorrente lamenta violazione della L. n. 335 del 1995 e successive modificazioni e integrazioni, nonchè vizio di motivazione, relativamente alla statuizione con cui la Corte territoriale ha ritenuto di condividere la conclusioni del consulente tecnico d'ufficio, che ha escluso la sussistenza dello stato di inabilità del L. al momento del decesso del genitore;

    3. Il ricorso è qualificabile come manifestamente infondato in relazione alla consolidata giurisprudenza di questa Corte, secondo cui nel giudizio in materia di invalidità il vizio, denunciabile in sede di legittimità, della sentenza che abbia prestato adesione alle conclusioni del consulente tecnico d'ufficio è ravvisabile in caso di palese devianza dalle nozioni correnti della scienza medica, la cui fonte va indicata, o nella omissione degli accertamenti strumentali dai quali secondo le predette nozioni non può prescindersi per la formulazione di una corretta diagnosi, mentre al di fuori di tale ambito la censura costituisce mero dissenso diagnostico che si traduce in una inammissibile critica ...

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