• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1.- Il 7.4.1992, nei pressi di Trani, il ventiquattrenne P. G., a seguito della collisione tra la vettura che conduceva ed un furgone del quale il conducente R.S. aveva perso il controllo su asfalto bagnato dalla pioggia, invadendo la corsia dell'opposto senso di marcia, riportò lesioni che ne provocarono l'invalidità permanente totale (grave tetraparesi spastica, turbe mnesiche, disordini del linguaggio, importanti turbe di tipo vegetale indotte da un grosso infarto cerebrale, che occupa quasi tutto l'emisfero di destra).

    Definito con sentenza di patteggiamento del 26.1.1995 il procedimento penale instaurato a carico del R. per lesioni colpose, il 24.7.1995 il P. agì giudizialmente per il risarcimento nei confronti della Norditalia Assicurazioni (assicuratrice del furgone per la r.c.a.) e del R..

    Domandò che i convenuti fossero condannati:

    - Norditalia, al pagamento di ulteriori L. 308.310.000 rispetto al massimale di 1 miliardo di lire versato il 27.10.1994;

    - e il R. al risarcirgli il danno residuo, quantificato in L. 1.347.875.000.

    Entrambi i convenuti resistettero.

    Con sentenza n. 303 del 1999 il tribunale di Trani rigettò la domanda sul rilievo che, dovendosi presumere il paritetico apporto causale colposo dei due conducenti in difetto dell'accertamento in concreto delle rispettive condotte, la somma già riscossa dal P. fosse ampiamente satisfattiva, pur computando svalutazione ed interessi per il tempo intercorso tra sinistro e pagamento.

    2.- La corte d'appello di Bari, decidendo sugli appelli di tutte le parti con sentenza n. 944 del 2005, ha bensì determinato nel 75% la percentuale di responsabilità del R. ma, riconosciuto nel minore importo di L. 955.999.420 la somma in tale...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.- I ricorsi vanno riuniti, in quanto proposti avverso la stessa sentenza.

    2.- Col primo motivo del ricorso principale il P. - denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 2043 e 2059 c.c., nonchè omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su fatto controverso e decisivo costituito dalla sua responsabilità concorrente - si duole che la corte d'appello, pur dopo aver concluso che "certamente l'urto si verificò nella corsia di pertinenza del P., invasa dal R., che procedeva in senso inverso, dopo aver sbandato a causa del fondo stradale bagnato", abbia tuttavia mantenuto l'affermazione di responsabilità del danneggiato, sia pur rideterminata nella misura del 25%, per non avere quegli offerto la prova che "il suo comportamento fu pienamente conforme alle norme di circolazione e di comune prudenza e che fece tutto il possibile per evitare il danno".

    2.1.- Il ricorso incidentale del R. censura la sentenza per violazione dell'art. 2054 c.c. e per ogni possibile tipo di vizio della motivazione per aver ravvisato il maggior apporto causale colposo del medesimo in ordine alla verificatasi collisione tra i veicoli.

    2.2.- Il primo motivo del ricorso principale è fondato ed è correlativamente infondato quello del R..

    Correttamente il ricorrente si chiede "quale prova avrebbe dovuto offrire l'attore, quando è stato accertata inequivocabilmente l'invasione della corsia di marcia di sua competenza da parte di un veicolo privo di controllo per causa ragionevolmente imprevedibile".

    Il consolidato principio secondo il quale, in tema di scontro tra veicoli e di applicazione dell'art. 2054 c.c., l'accertamento in concreto della colpa di uno dei conducenti non comporta di per sè il superamento della presunzione...

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