• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Gli eredi di P.M. convennero in giudizio, dinanzi al tribunale di Ravenna, F.E., M.S. e la compagnia assicuratrice SAI, chiedendo il risarcimento dei danni patiti per la morte della loro congiunta in conseguenza di un incidente stradale cagionato dalla F. che, alla guida della sua autovettura, aveva investito la giovane mentre ella camminava in senso opposto all'auto tenendosi sul lato destro della carreggiata.

    Il decesso sarebbe intervenuto dopo circa 20 ore dall'incidente, senza che la P. avesse mai ripreso conoscenza.

    Il giudice di primo grado respinse la domanda.

    La corte di appello di Bologna, investita del gravame proposto da M. ed P.H., lo accolse nell'an, ritenuta provata la responsabilità esclusiva della conducente, riducendo poi nel quantum il risarcimento così come analiticamente invocato dalle appellanti.

    La sentenza è stata impugnata dalle entrambe le signore P. con ricorso per cassazione sorretto da 14 motivi.

    Resiste con controricorso la compagnia assicuratrice Fondiaria-Sai.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Il ricorso è fondato nei limiti di cui di qui a poco si dirà.

    Con il primo motivo, si denuncia error in procedendo; nullità della sentenza ex art. 112 c.p.c. per avere la corte di merito posto a base della propria decisione circostanze di fatto mai allegate ovvero eccepite dalla controparte ma inammissibilmente rilevate di ufficio.

    Con il secondo motivo, si denuncia motivazione omessa circa un punto decisivo della controversia.

    Con il terzo motivo, si denuncia motivazione contraddittoria circa un punto decisivo della controversia.

    I motivi, volti a criticare la sentenza impugnata sotto molteplici profili in punto di mancato riconoscimento del danno patrimoniale in capo agli odierni ricorrenti, appaiono del tutto fondati.

    La pronuncia della corte territoriale non si sottrae, difatti, alle censure mossele tanto sotto il profilo della violazione di legge - per aver posto, del tutto arbitrariamente, a fondamento del proprio decisum circostanze fattuali mai eccepite dagli appellati - quanto del vizio motivazionale - essendo incontestatamente emerso lo svolgimento, da parte della vittima, di un lavoro di assistenza ad anziani - poichè la pretesa (quanto indimostrata), parallela attività di meretricio attribuita alla giovane risulta poco comprensibile oggetto di mere illazioni del giudice territoriale, illazioni che (pur a tacere della loro eleganza e pertinenza, essendo gratuitamente rivolte ad una giovane donna deceduta in un incidente stradale), non risultano assistita: dai pur indispensabili supporti fattuali e probatori, mentre sicuramente provato in sede di accertamento di merito risulta l'attività lavorativa lecitamente svolta e l'invio di somme di denaro alla madre e ai parenti (f. 9 dell'impugnata sentenza).

    Con il quarto ...

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