• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1.- Con atto di citazione dinanzi al Tribunale di Asti C. P., premesso che fino al 1997 era stato dirigente di società successivamente incorporata da Smurfit Sisa s.p.a., esponeva che la datrice di lavoro aveva stipulato a proprio favore un contratto di assicurazione a copertura del rischio infortunio di natura anche extralavorativa. Considerato che aveva riportato danni alla persona a seguito di un sinistro successivamente occorso e che la società datrice, nonostante gli impegni assunti, non aveva coltivato la pratica di indennizzo, al punto di determinare la prescrizione del proprio diritto, il C. chiedeva la condanna di Smurfit al risarcimento dei danni causati dall'inadempimento.

    Disposto il mutamento del rito, il Giudice del lavoro con sentenza non definitiva condannò Smurfit al risarcimento del danno, dichiarando altresì nulla la chiamata in causa dell'assicuratore Assirein s.p.a. effettuata da detto datore di lavoro.

    2.- Proposto appello da Smurfit la Corte d'appello di Torino con sentenza del 30.11.06 accoglieva l'impugnazione e rigettava la domanda. Riteneva la Corte di merito che Smurfit non era legittimata nei confronti dell'assicuratore, in quanto nel contratto di assicurazione per conto altrui il contraente può far valere i diritti derivanti dal contratto solo con l'espresso consenso dell'assicurato. Mancando nella specie un mandato espresso o tacito del C., riteneva che la società datrice non avesse alcun obbligo di gestione della pratica assicurativa e, quindi, non era inadempiente nei confronti del dipendente.

    3.- Proponeva ricorso per cassazione C.. Smurfit Sisa s.p.a.

    rispondeva con controricorso e ricorso incidentale, cui Assirein s.p.a. a sua volta rispondeva ...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    4.- Preliminarmente i due ricorsi debbono essere riuniti, ai sensi dell'art. 335 c.p.c..

    5.- Parte ricorrente deduce quattro motivi:

    5.1.- violazione dell'art. 1891 c.c., in quanto la norma per la quale nell'assicurazione per conto altrui il contraente può far valere i diritti derivanti dal contratto solo dopo aver acquisito il consenso espresso dell'assicurato deve essere interpretata in modo che non derivi pregiudizio all'assicurato; pertanto, il consenso non è richiesto quando il contraente non fa valere i diritti derivanti dall'assicurazione, ma si limita a rappresentare l'assicurato nella gestione della pratica, non ponendosi con lui in contrapposizione di interesse, dovendosi quindi ritenere il consenso tacitamente prestato.

    5.2- violazione degli artt. 1703 e 1708, con riferimento a quanto ritenuto dal giudice a proposito dell'inesistenza di un mandato a trattare la pratica proveniente dal C. a favore di Smurfit, in quanto tutta la documentazione prodotta, attestante la corrispondenza tra detta società e l'assicuratore, è chiara indicazione della volontà di Smurfit di curare la gestione del sinistro occorso al dipendente. Dal compimento di tali atti di gestione dovrebbe pertanto desumersi l'esistenza del mandato.

    5.3.- carenza di motivazione, in quanto il giudice, pur dando atto dell'esistenza della detta corrispondenza, non avrebbe rilevato che essa aveva un contenuto giuridico qualificabile come esercizio del mandato.

    5.4.- violazione dell'art. 112 c.p.c., sostenendosi che il giudice rigettando, in accoglimento dell'appello, "le domande proposte con il ricorso introduttivo", sarebbe andato extra petita, pronunziando anche sulla domanda inerente il quantum, sulla quale, invece, il Tribunale di Asti non si era ancora pronunziato.

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