• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    T.I. e B.A.M., in proprio e nella qualità di genitori esercenti potestà sul figlio minore M., convennero in giudizio dinanzi al tribunale di Savona la (OMISSIS) Unità Sanitaria Locale ligure e il ginecologo A.B., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni conseguenti alla condotta del sanitario che aveva colpevolmente causato al minore, all'atto della nascita, un danno alla salute permanente pari al 100% dei valori tabellari.

    Il GOA del tribunale ligure accolse la domanda, condannando in solido l' A., la Asl (OMISSIS) e la regione Liguria (chiamata in causa in corso di giudizio) al risarcimento dei danni determinati in L. 1.200.000.000 per il minore e in L. 300.000.000 per ciascuno dei genitori.

    La corte di appello di Genova, investita dei gravami (poi riuniti) singolarmente proposti dalla Asl e da A.B., dopo aver sospeso il giudizio in conseguenza della pregiudiziale di costituzionalità rimessa al giudice delle leggi nel dicembre del 2002 con riferimento alla L.R. ligure n. 26 del 2000, artt. 1 e 2 dichiarò il difetto di legittimazione passiva della ASL, confermando nell'an la condanna della regione Liguria e di A.B. (che condannò alla restituzione, in favore della detta ASL, della somma di 600 milioni già versata dall'azienda sanitaria ai coniugi T.).

    La sentenza è stata impugnata da A.B. con ricorso per cassazione sorretto da 3 motivi e illustrato da memoria.

    Resistono con controricorso B.A. e T.I..

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Deve essere preliminarmente disattesa la censura di inammissibilità del ricorso sollevata dalla difesa delle parti contro ricorrenti.

    1.1 La notifica dell'odierna impugnazione è stata, difatti, compiuta dall'avvocato munito di procura e della necessaria autorizzazione del Consiglio dell'ordine di appartenenza a mezzo del servizio postale, ai sensi e per gli effetti della L. n. 53 del 1994, dell'art. 3, comma 3 (norma che, ai fini degli effetti delle notificazioni, richiama la L. n. 890 del 1982, art. 4 in tema di notificazione degli atti processuali tramite il servizio postale), onde "la notificazione eseguita dal professionista si perfeziona in modo del tutto analogo a quella compiuta dall'ufficiale giudiziario" (Cass. 709/04; Cass. 24041/09), secondo la ben nota regula iuris della scissione oggettiva degli effetti dell'atto quoad tempus.

    1.2. Nella specie, la sentenza della corte genovese è stata depositata il 22 marzo 2008, onde il termine ed. "lungo" per impugnare sarebbe scaduto il 7 maggio dell'anno successivo: il ricorso per cassazione è stato consegnato all'avvocato munito di procura e di autorizzazione del C.d.O. nella medesima data del 7 maggio e contestualmente spedito, come emerge dalla ricevuta di raccomandata allegata agli atti.

    2. Del pari infondata è la seconda eccezione preliminare di difetto di legittimazione passiva dei coniugi T., essendo del tutto irrilevante, ai fini dell'interesse all'impugnazione dell'odierno ricorrente, A.B., il passaggio in giudicato della sentenza della corte genovese nei confronti del condebitore solidale regione Liguria, ai sensi dell'art. 1306 c.c..

    3. Il ricorso è infondato.

    3.1 Con il primo motivo, si denuncia violazione e/o falsa applicazione...

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