Estremi:
Cassazione civile, 2006,
  • Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Ritenuto che la sig.ra G.I., con ricorso 27 febbraio 2004 al Tribunale per i minorenni di Roma, chiese di ottenere l'affidamento del figlio minore M.V. - con lei risiedente in Roma dal giugno 2003 - nato da una relazione con il sig. C. M., nonchè l'attribuzione dell'esercizio della potestà genitoriale sullo stesso;

    che il C. si era costituito deducendo la competenza del Tribunale di Torino, presso il quale egli aveva instaurato analoga procedura avendo, a suo dire ivi il minore la sua dimora abituale;

    che il Tribunale per i minorenni di Roma, con sentenza 9 novembre 2004, notificata il 26 novembre 2004, dichiarava la propria incompetenza e la competenza del Tribunale di Torino, ritenendo che il minore, avendo vissuto sia a Roma che a Torino, presso la madre ed il padre, non poteva dirsi che avesse in una delle due città un maggior radicamento ambientale, cosicchè doveva farsi riferimento, quale criterio per l'identificazione della competenza territoriale, alla circostanza che egli aveva vissuto per maggior tempo a Torino e che ivi, a differenza che a Roma, dove la madre per la sua assistenza si era avvalsa di una baby sitter, aveva potuto usufruire delle cure del sistema parenterale allargato, essendo assistito anche dalla nonna paterna;

    che la sig.ra G.I., con ricorso notificato il 27 dicembre 2004, ha impugnato la sentenza dinanzi a questa Corte con regolamento di competenza, deducendone l'erroneità, tenuto conto che il minore, al momento della proposizione della domanda, viveva a Roma con lei da circa un anno, ivi frequentava la scuola materna ed ivi aveva la residenza, con la conseguenza che la competenza a decidere sull'affidamento doveva ritenersi spettare al Tribunale per i minorenni di Roma; che dinanzi a questa...

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