• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La domanda proposta da Z.M.L., T.G., T.M., Ti.Mi., Ti.An. e T.A., finalizzata ad ottenere la condanna della Toro Assicurazioni S.p.A., nella qualità di impresa designata dal F.G.V.S., al risarcimento dei danni subiti in un incidente stradale dal loro dante causa, T.A.G., era accolta dal Giudice di Pace di Alghero, la cui decisione veniva, però, riformata in toto dal Tribunale di Sassari - sezione distaccata di Alghero che, con sentenza in data 3 0 giugno 2005, rigettava la domanda dichiarando non applicabile alla specie la L. n. 990 del 1969, art. 25.

    I soccombenti hanno proposto ricorso per cassazione articolato in tre motivi, mediante i quali denunciano, rispettivamente, contraddizione tra motivazione e dispositivo e violazione dell'art. 2953 c.c., assumendo che il Tribunale, una volta respinta l'eccezione di prescrizione, avrebbe dovuto rigettare il gravame; violazione dell'art. 324 c.p.c., e art. 2909 c.c., non essendo stato rispettato il giudicato interno, affermato dal Giudice di Pace e non specificamente impugnato con i motivi di appello; violazione della L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 25, in quanto neppure il Giudice di primo grado aveva applicato la norma indicata, ma aveva fatto ad essa riferimento in termini meramente esemplificativi.

    La Toro Assicurazioni ha proposto ricorso incidentale condizionato.

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    I due ricorsi vanno riuniti ai sensi dell'art. 335 c.p.c..

    Il ricorso principale risulta infondato per le seguenti ragioni.

    Con il primo motivo i ricorrenti sostanzialmente assumono che al rigetto dell'eccezione di prescrizione sollevata dalla Toro avrebbe dovuto fare coerente seguito la conferma della sentenza di primo grado.

    Il rigetto di un motivo di appello (nella specie relativo alla prescrizione) non ostacola l'accoglimento di un altro motivo avente ad oggetto una questione diversa (nella specie i limiti del giudicato). Risulta dal testo della sentenza impugnata che la soc. Toro aveva specificamente censurato, con i motivi di appello, anche il capo della sentenza di primo grado relativo alla estensibilità ad essa della sentenza pronunciata in un diverso giudizio promosso dal dante causa dei ricorrenti nei soli confronti del conducente e del proprietario dell'auto investitrice; la decisione del Giudice di Pace era fondata proprio sulla "denuntiatio litis" prevista dalla L. n. 990 del 1969, art. 25, della cui inapplicabilità il Tribunale ha correttamente indicato le ragioni, spiegando che alla specie è invece applicabile la normativa dettata dall'art. 19, lett. c), della L. citata.

    Con il terzo motivo, di cui ragioni di carattere logico consigliano anticipare l'esame, i ricorrenti assumono che erroneamente il Tribunale aveva negato l'applicabilità della specie della L. n. 990 del 1969, art. 25, poichè l'attenta lettura della sentenza di primo grado consentiva di rilevare che neppure il Giudice di Pace aveva inteso applicare tale norma, ma si era riferito ad essa in termini esemplificativi, argomentando che le "comunicazioni fatte" avevano la valenza della denuntiatio litis.

    La doglianza non coglie nel segno. Resta ferma l'inapplicabilità al caso di specie della L. n. 990 del 1969, art. 25, trattandosi di norma che regola la diversa ipotesi della estensione all'impresa designata degli...

    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
Correlazioni:

Legislazione Correlata (6)

Visualizza successivi
please wait

Caricamento in corso...