Estremi:
Cassazione civile, 2006,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza in data 26 ottobre 1999 il Giudice di Pace di Amelia accoglieva la domanda dell'attrice condannando la Regione Umbria e l'ANAS a pagare a G.R. la somma di L. 2.500.000 a titolo di risarcimento dei danni conseguenti alla collisione tra la vettura di costei e un cinghiale.

    Accogliendo gli appelli dei soccombenti, con sentenza in data 7 marzo - 13 giugno 2002 il Tribunale di Terni rigettava la domanda e condannava la G. a restituire le somme percepite e a rifondere le spese di lite.

    La sentenza impugnata affermava che il danno cagionato dalla fauna selvatica è risarcibile solo ai sensi dell'art. 2043 c.c. e che nella specie mancava la prova di comportamenti lesivi riconducibili ai soggetti evocati in giudizio.

    Avverso la suddetta sentenza la G. ha proposto ricorso per Cassazione affidato ad un unico motivo, successivamente ribadito e illustrato con memoria.

    La Regione Umbria ha resistito con controricorso.

    L'ANAS e la Provincia di Terni non hanno espletato difese.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con l'unico motivo di ricorso la G. lamenta violazione dell'art. 2043 c.c., della L. 27 dicembre 1968, della L. 11 febbraio 1992, n. 157, nonchè di una L.R. e del D.L. 30 aprile 1992, n. 285 e vizio di motivazione.

    In sostanza assume che la Regione ha l'obbligo legale di evitare che la fauna arrechi danni a terzi predisponendo tutte le misure idonee ad evitare che ciò avvenga e che invece nessuna cautela era stata adottata dalla Regione e dall'ANAS nell'ambito delle rispettive competenze.

    La ricorrente riconosce che il danno arrecato dalla fauna selvatica nel corso della circolazione stradale è risarcibile ex art. 2043 c.c., come ripetutamente affermato da questa Corte (confronta, per tutte, Cass. n. 10008 del 2003).

    Non sono sostanzialmente in contestazione neppure l'attribuzione alle Regioni a statuto ordinario dell'emanazione di norme relative alla gestione e alla tutela di tutte le specie della fauna selvatica e l'affidamento alle medesime dei poteri di gestione, tutela e controllo (Cass. n. 13907 del 2002), e all'ente proprietario della strada di apprestare specifici segnali idonei a richiamare l'attenzione degli utenti della strada (Cass. n. 3991 del 1999).

    La sentenza impugnata non si è discostata da questi principi, ma ha affermato che - nel caso concreto - la danneggiata non ha dimostrato la riconducibilità del sinistro a comportamenti imputabili alla Regione e all'ANAS. Per contro, la regolamentazione giuridica della questione propugnata dalla G. non può essere condivisa.

    Infatti costei, dopo avere riconosciuto l'applicabilità ai danni cagionati dalla fauna selvatica della disciplina attinente alla responsabilità aquiliana, imputa allà Regione di non avere adottato, nell'ambito di quell'attività di indirizzo...

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