Estremi:
Cassazione civile, 2010,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza del 24/11/2003 la Commissione Tributaria Regionale del Lazio respingeva il gravame interposto dall'Agenzia delle entrate Roma 3 nei confronti della pronunzia della Commissione Tributaria Provinciale di Roma di accoglimento dell'opposizione proposta dalla contribuente società Global Service s.r.l. in relazione ad avvisi di rettifica emessi a titolo di I.V.A. per gli anni d'imposta 1995 e 1996.

    Avverso la suindicata sentenza del giudice dell'appello il Ministero dell'economia e delle finanze e l'Agenzia delle entrate propongono ora ricorso per cassazione, affidato ad unico motivo.

    L'intimata non ha svolto attività difensiva.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con unico motivo i ricorrenti denunziano violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, D.P.R. n. 633 del 1972, art. 56, L. n. 212 del 2000, art. 7, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3: nonchè omessa, insufficiente, contraddittoria motivazione su punto decisivo della controversia, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

    Si dolgono che il giudice dell'appello abbia respinto l'interposto gravame "sulla base della sola circostanza della omessa notifica, al contribuente, del processo verbale su cui la rettifica era fondata", laddove "nel ricorso davanti alla C.T.P. il contribuente ha puntualmente controdedotto ai fatti e circostanze impugnati negli atti impositivi".

    Il motivo è in parte inammissibile e in parte infondato.

    Come questa Corte ha già avuto più volte modo di affermare, i motivi posti a fondamento dell'invocata cassazione della decisione impugnata debbono avere i caratteri della specificità, della completezza, e della riferibilità alla decisione stessa, con - fra l'altro - l'esposizione di argomentazioni intelligibili ed esaurienti ad illustrazione delle dedotte violazioni di norme o principi di diritto, essendo inammissibile il motivo nel quale non venga precisato in qual modo e sotto quale profilo (se per contrasto con la norma indicata, o con l'interpretazione della stessa fornita dalla giurisprudenza di legittimità o dalla prevalente dottrina) abbia avuto luogo la violazione nella quale si assume essere incorsa la pronuncia di merito.

    Sebbene l'esposizione sommaria dei fatti di causa non deve necessariamente costituire una premessa a sè stante ed autonoma rispetto ai motivi di impugnazione, è tuttavia indispensabile, per soddisfare la prescrizione di cui all'art. 366 c.p.c.,...

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