• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con citazione del 12 novembre 1994 i coniugi Z.C. e B.D. convenivano dinanzi al tribunale di Parma, nella veste di danneggiati, (nel corso di un incidente stradale verificatosi presso il casello autostradale di (OMISSIS) il (OMISSIS)), il conducente antagonista P.F. (alla guida dell'autocarro tamponante), la proprietaria del mezzo assicurato ditta Amari e la assicuratrice Toro e ne chiedeva la condanna al risarcimenti di tutti i danni derivati loro dall'incidente, nel corso del quale avevano riportato lesioni e la morte del cavallo.

    Deducevano gli attori che l'incidente era stato provocato dal tamponamento, da parte dell'autotreno articolato, dell'autovettura Golf Wosfaghen e del trailer ad essa agganciato, dove si trovava un cavallo di razza ed il suo accompagnatore architetto Z.. Si costituivano i convenuti e contestavano il fondamento della domanda.

    Il tribunale di Parma con sentenza del 17 febbraio 1999 accertava il concorso di colpa dello Z., che si trovava sul trailer mentre doveva viaggiare a bordo dell'auto, nella misura del 20% e condannava i convenuti in solido ai vari danni, per un importo complessivo di oltre 169 milioni (v. amplius in dispositivo).

    La decisione era appellata dalla Toro in punto di accertamento del concorso di colpa; resistevano le parti danneggiate chiedendo il rigetto del gravame.

    La Corte di appello di Bologna, con sentenza del 15 aprile 2003, in parziale accoglimento dell'appello aumentava il concorso di colpa dello Z. alla misura del 33% riducendo il danno e condannando i coniugi Z. alla restituzione delle maggiori somme ricevute ed alla rifusione delle spese processuali.

    Contro la decisione hanno proposto ricorso principale Z. C., affidato a sette motivi, ricorso incidentale B. D., affidato a due motivi, ad entrambi i ricorsi resiste la Toro con controricorsi. Le parti costituite hanno prodotto memorie. I ricorsi sono stati previamente riuniti.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Il ricorso principale merita accoglimento limitatamente al secondo e terzo motivo, rigettati il primo, il quarto ed il quinto, assorbiti gli altri; merita accoglimento per quanto di ragione il ricorso incidentale, per le seguenti considerazioni.

    A. Esame del ricorso principale.

    Secondo l'ordine logico precede l'esame dei motivi infondati.

    NEL PRIMO MOTIVO si deduce l'omessa pronuncia e l'error in iudicando per la mancata liquidazione del danno patrimoniale da lucro cessante derivante dalla lunga durata della inabilità temporanea. Il danno è stato liquidato sulla base di tabelle giornaliere, per un importo inferiore al danno reale, data la perdita di affari da parte dello architetto.

    Il motivo difetta di specificità e di autosufficienza, posto che l'onere della prova era a carico del professionista.

    NEL QUARTO MOTIVO si deduce l'error in iudicando per la esclusione del danno esistenziale in relazione alla perdita dell'amato cavallo (OMISSIS), cui i coniugi erano particolarmente affezionati.

    In senso contrario si osserva che, pur ammettendo questa Corte (V. Cass. SS unite 14 marzo 2006 n. 6572 e Cass. 15 giugno 2005 n. 15022) la tutela di situazioni soggettive costituzionalmente protette o legislativamente protette come figure tipiche di danno non patrimoniale, rientranti sotto l'ambito dell'art. 2059 c.c., costituzionalmente orientato, la perdita del cavallo in questione, come animale da affezione, non sembra riconducibile sotto una fattispecie di un danno esistenziale consequenziale alla lesione di un interesse della persona umana alla conservazione di una sfera di integrità affettiva costituzionalmente protetta. La parte che domanda la tutela di tale danno, ha l'onere della prova sia per l'an che per il quantum debatur, e non appare sufficiente la deduzione di un danno in re ipsa, con il generico riferimento alla perdita delle qualità della vita. Inoltre la specifica deduzione...

Correlazioni:

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