Estremi:
Cassazione civile, 2007,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. - V.R. ha convenuto in giudizio davanti al tribunale di Frosinone il Comune di San Giovanni Campano.

    Ha agito di persona e come rappresentante legale dei figli minori A. e C.F..

    Insieme a lei hanno agito Q.C., Ca.Ag., C.S., C.R., Co.Fi. e C.T., tutti anche nella qualità di eredi di Antonio Coratti.

    Gli attori hanno proposto una domanda di risarcimento del danno, loro derivato dalla morte del prossimo congiunto C.A., avvenuta il giorno (OMISSIS) alle ore 18.35 in via (OMISSIS) frazione Anatrella del territorio comunale: causa della morte l'essere l'automobile alla cui guida si trovava C.A. precipitata in una scarpata dopo essere fuoriuscita dalla strada.

    2. - Il Comune di San Giovanni Campano si è costituito in giudizio ed ha chiesto che la domanda fosse rigettata.

    3. - Il tribunale di Frosinone l'ha accolta parzialmente.

    Ha dichiarato che il sinistro era avvenuto in eguale misura per il concorso di colpa della vittima e del Comune.

    4. - La sentenza è stata impugnata in via principale dal Comune ed in via incidentale dagli attori.

    5. - La corte d'appello di Roma ha riformato la decisione ed ha rigettato la domanda.

    La sentenza è stata pubblicata il 9.1.2003.

    V.R., A. e C.F., Ca.Ag., S., R., An., Fi. e C.T., tutti anche nella qualità di eredi di C.Q. e quali eredi di C.A. ne hanno chiesto la cassazione ed il Comune di Monte San Giovanni Campano ha resistito con controricorso.

    Le parti hanno depositato memorie.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. - La corte d'appello ha premesso che l'incidente in cui C.A. aveva perso la vita - secondo il tribunale - era avvenuto per la fatale disattenzione della vittima, che era a conoscenza della situazione della sede stradale (siccome abitava ad un centinaio di metri) ed alla concorrente responsabilità del Comune proprietario della strada, per avere consentito la normale circolazione su una strada resa estremamente pericolosa senza le opportune cautele e segnalazioni.

    Ha però considerato che i dati obiettivi emersi in grado di appello, sia quanto alla situazione dei luoghi che alle concrete modalità dell'incidente, non giustificavano le conclusioni cui era pervenuto il tribunale.

    Ed ha osservato:

    - il tratto di strada interessato dall'incidente era in forte discesa, in stretta curva volgente a destra (rispetto al senso di marcia del guidatore) a fondo cementato in cattive condizioni di esercizio. Però, la curva non costeggiava la scarpata, ma un terreno privato, che costituiva una sorta di riparo naturale per la sede stradale ed avrebbe consentito una manovra di fortuna, perché si estendeva per una superficie di mt. 15 di lunghezza e di mt. 8 di larghezza dal margine esterno della carreggiata sino al muro di contenimento da cui l'autovettura era precipitata;

    - sul luogo in cui s'era verificato l'incidente non vi erano lavori in corso, sicché la ipotizzata presenza di grandi quantitativi di ghiaia trasportata dalle piogge, in quanto lasciata in cumuli sulla sede sovrastante, già predisposta per i lavori, seppure non scartata a priori era stata ritenuta inattendibile in sede di indagine tecnica;

    - la vettura aveva lasciato sulla strada e poi sul terreno tracce che delineavano un andamento rettilineo, tali da far presumere che il veicolo non tanto avesse sbandato nel percorrere la curva, quanto avesse per così dire tirato...

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