• Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Rilevato che in data (OMISSIS) A.G., alle dipendenze dell'USL come impiegato presso l'azienda ospedaliera (OMISSIS), è caduto in terra riportando la frattura del femore mentre usciva dall'ascensore al secondo piano interrato dell'ospedale;

    che in considerazione di quanto sopra ed asserendo che l'infortunio era dipeso dal malfunzionamento dell'ascensore, che si era arrestato ad un livello inferiore di quello del pavimento, l' A. si è rivolto al TAR del Friuli Venezia Giulia per ottenere il risarcimento dell'intero danno patito;

    che il giudice adito ha, però, declinato la giurisdizione "avuto riguardo al petitum sostanziale ed alla situazione soggettiva dedotta";

    che il Consiglio di Stato ha respinto l'appello, sottolineando in proposito che il rapporto lavorativo aveva rappresentato una "mera occasione dell'evento dannoso", perchè quest'ultimo si era verificato per "violazione di obblighi che non gravavano sull'Amministrazione ospedaliere come datore di lavoro", in quanto concernevano "piuttosto la salvaguardia delle condizioni di funzionamento degli ascensori in vista del loro uso da parte della generalità degli utenti, ossia di un numero indefinito di persone" che frequentavano l'ospedale a prescindere dall'esistenza o meno di un rapporto d'impiego;

    che l' A. ha proposto ricorso per cassazione sostenendo, in definitiva, che il giudice amministrativo avrebbe dovuto ritenere la propria giurisdizione perchè, da parte sua, aveva espressamente qualificato l'azione come contrattuale, richiedendo la condanne della controparte al risarcimento del danno biologico e morale per violazione del'art. 2087 c.c., e di altre specifiche norme antinfortunistiche;

    che la Gestione Stralcio della USL n. (OMISSIS) ...

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