• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Nel luglio del 1995 L.M.S. e E.T. agirono giudizialmente per il risarcimento dei danni subiti a causa della caduta del motociclo Vespa sul quale viaggiavano in via (OMISSIS), che dissero provocata dal manto stradale dissestato in relazione a lavori di metanizzazione in corso, in nessun modo segnalati.

    La convenuta A.M.I.A. chiamo' in causa l'A.M.G., che chiamo' in causa la SAIPEM s.p.a., appaltatrice dei lavori di manutenzione, che a sua volta chiamo' in causa la Bonatti s.p.a., appaltatrice dei lavori di scavo, che chiamo' in causa la Marciano Conglomerati s.r.l. (poi Impianti ed Asfalti s.r.l.) che aveva effettivamente eseguito i lavori sulla strada.

    Con sentenza del 19.3.2001 l'adito tribunale di Palermo condanno' le convenute a risarcire agli attori il 70% dei danni subiti, liquidandoli rispettivamente in L. 11.054.200 ed in L. 175.000, e l'ultima chiamata in causa a tenere indenne l'AMG. La decisione e' stata riformata dalla corte d'appello di Palermo con sentenza n. 1098 del 2004, che ha rigettato la domanda sul rilievo che il dislivello longitudinale (di 10 - 15 centimetri) sul manto stradale era visibile, e dunque evitabile, in quanto l'incidente s'era verificato in ora diurna, il traffico era contenuto, la velocita' del motociclo moderata ed i lavori interessavano longitudinalmente una vasta porzione di strada; sicche' doveva escludersi la sussistenza di una situazione di pericolo occulto (cosiddetta insidia o trabocchetto).

    Avverso la sentenza ricorrono per Cassazione gli attori soccombenti affidandosi a tre motivi, illustrati anche da memoria, cui resiste con controricorso la sola A.M.G. Energia s.p.a..

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.- Col primo motivo di ricorso la sentenza e' censurata per violazione dell'art. 2043 c.c. e per falsa applicazione dell'art. 1227 c.c., comma 2, nonche' per vizio della motivazione su punto decisivo; col secondo per violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e per insufficienza della motivazione nella parte in cui la corte d'appello ha escluso la valenza probatoria della relazione di servizio redatta dai vigili urbani intervenuti sul posto dopo l'incidente, privilegiando la relazione tecnica redatta dopo circa tre anni dall'accaduto e contenente una ricostruzione ex post dei fatti; col terzo per violazione dell'art. 91 c.p.c. in relazione alla diversa statuizione sulle spese che avrebbe dovuto essere adottata se la domanda fosse stata accolta.

    2. - I motivi possono congiuntamente esaminarsi per la stretta correlazione che li connota.

    Benche' i ricorrenti non si dolgano dell'applicazione da parte del giudice del merito di un criterio di imputazione della responsabilita' (art. 2043 c.c.) che la giurisprudenza di questa corte di legittimita' ha, ormai, definitivamente superato per quanto concerne i danni derivati da difetto di manutenzione delle strade, segnatamente per quelle che si sviluppano nei centri urbani, ritenendo che debba invece trovare piena applicazione l'art. 2051 c.c. soprattutto quando si verta in ipotesi di lavori di manutenzione non segnalati o non adeguatamente eseguiti, non di meno il ricorso e' fondato nei limiti qui di seguito precisati.

    La conclusione cui e' pervenuta la corte d'appello circa la visibilita' della situazione di pericolo (pur costituita da uno stato del manto stradale assolutamente anomalo in relazione alla estrema pericolosita' del dislivello longitudinale, costituente un ostacolo evidentemente ...

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