Estremi:
Cassazione civile, 1994,
  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Con atto notificato il 4.2.1982 Berti Franco conveniva dinanzi al Tribunale di Varese Leonardi Salvatore e la s.p.a. Salda Assicurazioni (ora Seri Assicurazioni s.p.a.) chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti in un incidente stradale avvenuto il 17.2.1981 in località Avigno di Varese. L'attore esponeva che quel giorno, mentre viaggiava a bordo della Fiat 126 tg. Va 580259, condotta a Magnoni Giulio e di proprietà di Comolli Martina, era rimasto ferito a seguito del "tamponamento" da parte della Fiat 131 tg. VA 533.939, guidata dal proprietario Leonardi Salvatore ed assicurata presso la SALDA.

    Nel giudizio si costituiva solo quest'ultima, dichiarandosi disposta a versare quanto dovuta sul presupposto dell'applicabilità della presunzione di corresponsabilità di cui all'art. 2054 c. 2 c.c..

    Altro giudizio veniva instaurato, nei confronti delle medesime parti, dal Magnoni e dalla Comolli. Le due cause venivano riunite.

    Con sentenza in data 13.4.1987 il Tribunale riconosceva l'esclusiva responsabilità del Leonardi nella causazione del sinistro, fondandosi sul rapporto redatto dai VV. UU., confermato in sede processuale, dal quale potevasi evincere - attraverso la rilevazione della presenza di frammenti di cristallo sulla strada - che la collisione era avvenuta sulla corsia di spettanza della Fiat 126: la localizzazione dei danni, esclusivamente sulla parte posteriore di quest'ultima, induceva a ritenere che la stessa era stata urtata mentre si trovava ferma, nell'attesa di potere effettivamente svoltare a sinistra. Il Tribunale escludeva, quindi, che al Magnoni potesse essere attribuita la violazione dell'art. 105 c. 7 c.d.s., ritenendo che lo stesso avesse iniziato la manovra allorché la Fiat 131 non era ancora sbucata dalla curva, mentre quest'ultima non aveva potuto attuare una qualsiasi...

  • Diritto

    Motivi della decisione

    I due motivi sono strettamente connessi, sicché vanno esaminati congiuntamente.

    Col primo i ricorrenti denunciano - ex art. 360 nn. 3 e 5 c.p.c. - la violazione e falsa applicazione degli artt. 2043 e 2054 c. 2 c.c., e dell'art. 107 c.d.s., nonché contraddittorietà della motivazione.

    Premesso che la presunzione di cui all'art. 2054 c. 2 c.c. ha carattere sussidiario, i ricorrenti sostengono che la stessa non opera in contrasto con il principio secondo cui la responsabilità per fatto illecito è fondata sul rapporto di causalità tra condotta umana ed evento.

    La presunzione rimarrebbe superata, pertanto, allorché venga accertato che la collisione si sia verificata per colpa esclusiva di uno dei conducenti, come nella specie, in cui l'investimento era avvenuto da tergo, dopo che il veicolo investitore aveva lasciato una traccia di frenata di ben m. 42,30; l'urto non era, del resto, evitabile da parte del guidatore della Fiat 126, che si trovava nell'impossibilità di compiere una qualsiasi manovra di emergenza.

    Il secondo motivo attiene alla ricostruzione dei fatti, lamentandosi, in relazione agli artt. 115-116 c.p.c., l'omessa ed insufficiente motivazione.

    Secondo i ricorrenti, l'affermazione contenuta nel rapporto, secondo cui il Berti stava compiendo una manovra di svolta a sinistra, costituirebbe un mero giudizio espresso dei V. UU., cui egli si era limitato a palesare tale sua intenzione: la svolta a sinistra sarebbe contraddetta dal fatto che l'investimento è avvenuto allorché il suo veicolo si trovava ancora sulla corsia di destra e delle tracce di frenata del veicolo investitore, mentre nessun rilievo avrebbe il punto in cui il mezzo sarebbe stato proiettato. La Corte di merito avrebbe omesso di considerare, in proposito, la mancata risposta...

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