Estremi:
Cassazione civile, 2009,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con ricorso depositato il 3 febbraio 2000, T.E., deducendo di essere comproprietario e al possesso di un terreno sito in (OMISSIS), al quale accedeva da sempre anche con veicoli tramite un accesso carraio munito di cancello, lamentava che F.A.M. aveva impedito tale accesso, lasciando parcheggiata una sua automobile davanti al cancello; chiedeva quindi la tutela possessoria e il risarcimento del danno.

    Con ordinanza in data 16 febbraio 2000, il giudice istruttore del Tribunale di Verbania ordinava la reintegra nel possesso e disponeva per l'inizio del giudizio di merito.

    La F. si costituiva in giudizio eccependo la nullità della notifica del ricorso e contestando il possesso dell'attore. In corso di causa veniva lamentata una nuova violazione del possesso e veniva disposta una nuova reintegra, con immissione nel possesso in data 1 marzo 2002.

    Con sentenza in data 11 aprile 2002, il Tribunale di Verbania ordinava la reintegra, ritenendo dimostrato il precedente passaggio del T. e l'ostruzione da parte della F..

    Proponeva appello quest'ultima e la Corte d'appello di Torino, ricostituitosi il contraddittorio, rigettava il gravame con sentenza in data 11 febbraio 2004.

    La Corte rigettava innanzitutto la richiesta di revoca parziale dell'ordinanza in data 26 novembre 2002, con la quale era stata respinta l'istanza dell'appellante di rimessione in termini per le prove testimoniali, rilevando, nell'atto di appello, la mancanza di un motivo istruttorio avente ad oggetto la decisione del giudice di primo grado che non riconobbe come valida la giustificazione addotta dalla parte per la mancata intimazione dei testi.

    La Corte rigettava poi il primo motivo di appello, con il quale l'appellante aveva dedotto...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Deve preliminarmente essere dichiarata inammissibile la produzione effettuata dalla ricorrente con la memoria ex art. 378 c.p.c.. La sentenza prodotta dalla ricorrente, invero, è stata depositata il 29 marzo 2008, è priva di attestazione relativa alla sua definitività e, soprattutto, non rileva nè ai fini dell'ammissibilità del ricorso nè sul piano della nullità della sentenza impugnata.

    Con il primo motivo, la ricorrente deduce la nullità del procedimento e delle sentenze, quale conseguenza della nullità della notifica ex art. 140 c.p.c.. Nel caso di specie, sostiene la ricorrente, la nullità deriverebbe anche dalla confusione tra procedimento possessorio e procedimento per convalida di sfratto, avendo il giudice ritenuto quale effetto automatico della mancata comparizione del resistente la prova delle circostanze dedotte dal ricorrente a sostegno della propria domanda.

    Inoltre, la ricorrente censura la mancata revoca della ordinanza 26 novembre 2002, in quanto era ben chiaro il motivo istruttorio di censura a tale ordinanza ed era evidente che la denunciata irritualità della fase di merito comportava l'espressa richiesta al giudice di appello di provvedere alla rimessione in termini delle prove testimoniali da essa articolate.

    Il motivo è inammissibile.

    La ricorrente si limita a dedurre la violazione dell'art. 140 c.p.c. e dell'art. 48 disp. att. c.p.c., ma non illustra quale sarebbe la violazione di dette disposizioni verificatasi nella notificazione dell'atto introduttivo. Inoltre, omette completamente di censurare la ratio della sentenza impugnata, la quale ha ritenuto che la notificazione fosse regolare e che la ricorrente non avesse avuto modo di riscontrare detta regolarità solo perchè gli adempimenti previsti dall'art. ...